Dopo vent'anni di vita hai delle piccole certezze, come la sicurezza che ognuno di noi ha una dignità preservata da dei diritti fondamentali, sai che non ovunque sono rispettati, sai che forse anche nell'appartamento al fianco al tuo una colf viene sfruttata e pagata in nero, sai che c'è ancora gente che muore di fame e guerra, ci stai male, lotti affinché tutti li abbiano , ma realmente non potrai mai provare cosa sentono coloro che se li vedono cancellare tutti i giorni; pensi che con la cultura e il dialogo tutti possano avere un giorno dei diritti e una dignità, ma in realtà, finché non viene toccato direttamente un qualcosa che ti riguardi non potrai mai capire cosa significa esserne privo.
Io personalmente ho sempre creduto che i diritti di tutti vadano difesi e che bisogna lottare per questo, ma non mi sono mai sentita come oggi, come quando chi ha il coltello dalla parte del manico comanda e tu sei li ad eseguire e a non poter fare nulla, a non poter dire nulla, la rabbia che ti sale dentro... e niente e nessuno che potrà difenderti. Perché se il professore arriva e invece di iniziare lezione alle 15 inizia alle 14, senza darti 10 minuti di pausa pranzo, senza il minimo preavviso... oltre a violare il mio diritto alla pausa pranzo ha violato il mio diritto fondamentale di studente a seguire la lezione, visto che siamo arrivati in aula quasi tutti alle 15.
Che fai in queste situazioni, prendi la roba ed esci dall'aula, perchè non puoi seguire la lezione perché sei troppo nervosa? Con chi te la prendi? Puoi dirlo al preside, ma oramai che può fare, la lezione l'hai persa e ti senti inutile e insignificante, addirittura inutile per un docente, che senza alunni non avrebbe ragione di esistere. Ti hanno cancellato un diritto, anche se piccolo, anche se non paragonabile ai diritti cancellati ai lavoratori in Italia in questi anni, eppure ti senti ferito, ti senti come, se non avessi un minimo di dignità. Il diritto ce l'hai, ma non puoi difenderlo, perché chi sta sopra di te ha il potere di portartelo via e tu non riesci ad avere la forza di riprendertelo.
Il punto fondamentale è proprio questo, fino a che punto possiamo dire di riuscire a difendere i nostri diritti? Fino a che punto possiamo considerarci uomini liberi e che hanno una dignità se non riusciamo ad avere una pausa pranzo?
Non so rispondermi, so solo farmi tante domande alle quali spero di trovare un giorno risposta.
Vale la pena scendere in piazza a scioperare se il capo non ci sente? Creare disservizio se lo andiamo a procurare solo ai nostri colleghi e non ai nostri capi? Prendete lo sciopero degli insegnanti, crea disservizio alle famiglie operaie perchè non sanno dove mandare i figli, tanto i figli dei padroni stanno nelle scuole private, lo stato incamera gli stipendi di quel giorno di sciopero, quello che mi chiedo è se ne valga la pena. Vale la pena gridare insieme alla folla in piazza quando chi tiene il coltello dalla parte del manico è in una casa insonorizzata?
Difendere i propri diritti oggi....sta diventando impossibile, ma arrendersi significa consegnare la nostra dignità nelle mani di chi governa, oggi lottare può sembrare più difficile, ma è nostro dovere farlo
martedì 13 dicembre 2011
domenica 20 novembre 2011
mano male che monti c'è?
è tanto che non scrivo, sapete il tempo è poco e lo studio tanto :).
Berlusconi si è dimesso, è arrivato Monti e stiamo sperando che qualcosa possa cambiare, che la politica diventi vera politica...
Mario monti è figlio dell'economia e di una università privata, la sua squadra di governo viene tutta dall'elit universitaria, ma non dell'università pubblica bensì dalla privata ed è così che la riforma Gelmini continuerà ad andare avanti, è così che la scuola pubblica verrà sempre più abbandonata a se stessa a discapito della privata.
Aumenta l'ici e l'iva e chi paga siamo sempre noi, gente comune che non ha di certo lo stipendio da parlamentare, o i privilegi da deputato o le auto blu, a pagare siamo noi che studiamo, noi che lavoriamo e che ci facciamo il culo, scusatemi il termine ma ci vuole, tutti i giorni. Loro li nelle loro comode poltrone rosse a decidere il nostro futuro, che, con la scusa della crisi economica, sarà sempre più nero.
Quando riusciremo a vedere la politica vera in Italia? Quando finalmente si cercherà di favorire gli interessi dei molti e non quelli dei pochi?
Spero presto
Berlusconi si è dimesso, è arrivato Monti e stiamo sperando che qualcosa possa cambiare, che la politica diventi vera politica...
Mario monti è figlio dell'economia e di una università privata, la sua squadra di governo viene tutta dall'elit universitaria, ma non dell'università pubblica bensì dalla privata ed è così che la riforma Gelmini continuerà ad andare avanti, è così che la scuola pubblica verrà sempre più abbandonata a se stessa a discapito della privata.
Aumenta l'ici e l'iva e chi paga siamo sempre noi, gente comune che non ha di certo lo stipendio da parlamentare, o i privilegi da deputato o le auto blu, a pagare siamo noi che studiamo, noi che lavoriamo e che ci facciamo il culo, scusatemi il termine ma ci vuole, tutti i giorni. Loro li nelle loro comode poltrone rosse a decidere il nostro futuro, che, con la scusa della crisi economica, sarà sempre più nero.
Quando riusciremo a vedere la politica vera in Italia? Quando finalmente si cercherà di favorire gli interessi dei molti e non quelli dei pochi?
Spero presto
lunedì 4 luglio 2011
giù le mani dalla natura....solidarietà ai NO TAV
Non abito in val di susa, bensì in una delle tante valli italiane, la mia valle è ai margini di uno dei più grandi parchi nazionali di Italia, è rigogliosa sommersa dal verde e dalla vegetazione ed è uno spettacolo stupendo quando in primavera germogliano i fiori, in autunno cadono le foglie e in inverno il bianco delle nevi raggiunge il fondovalle. Essere nata in questa terra mi da immensa gioia, ma purtroppo le politiche dei comuni e della comunità montana non incentivano e non valorizzano l'ambiente, anzi spesso la politica economica del cemento ha prevalso su quella ambientale, ma noi, cittadini sensibili, siamo affezionati alla nostra casa e la difendiamo perché vogliamo che i nostri figli, come noi, abitino nella natura, si sveglino la mattina al canto degli uccelli, corrano scalzi sul prato, salgano sugli alberi per cogliere i frutti e saltino nelle campagne giocando con gli amici. Vogliamo che la nostra terra, che abbiamo preso in prestito dai nostri figli, arrivi a loro nella maniera più integra possibile.
È per questo motivo che esprimo piena solidarietà ai manifestanti no tav, perchè loro come me credono che la natura vada difesa. È vero, servono le infrastrutture e i trasporti, ma quella valle ha già donato all'Italia un traforo e una rete ferroviaria perchè distruggerla ancora per una rete ferroviaria che useranno in pochi in quanto un biglietto alta velocità è costosissimo, perché non potenziano quello che è già esistente? La Francia si raggiunge già adesso benissimo perchè rischiamo di distruggere un paesaggio per fare un buco in una montagna che permetta ad una decina di passeggeri al giorno di varcare il confine?
Tanti geologi e studiosi hanno manifestato perplessità sulla costruzione di questa galleria, sui probabili rischi che potrebbe arrecare alla popolazione locale eppure nessuno li sente, tutti vogliono andare avanti. Qualcuno accusa i no tav di rallentare il progresso, ma voi lo chiamate progresso un treno che sfreccia a velocità supersonica in una valle di cemento? Il progresso è la casa sulla cascata di Wright, una perfetta interazione uomo natura nel rispetto dell'habitat naturale.
La mia valle non è minacciata da nessun treno e da nessuna ruspa ma se un giorno dovesse arrivare un interesse economico con conseguente distruzione della mia casa...be' amici miei farei la stessa cosa che stanno facendo in val di susa, griderei forte, mi interporrei alle ruspe, perchè la mia casa non può essere distrutta, perché non permetterò mai all'alienazione causata dagli interessi economici di conquistare il paesaggio. E se qualcuno provasse a chiamarmi terrorista, facinorosa o comunista, spiegherei a questa persona che si voglio essere la terrorista contro il nemico cemento, la facinorosa in difesa della natura e la comunista perché vivere in un ambiente sano deve essere un qualcosa di comune a tutti.
Auguro agli abitanti della val di susa che i loro figli possano giocare sulle montagne, correre nei campi, respirare aria pulita senza l'incombenza di un treno velocissimo che irrompe nella quiete della natura.
È per questo motivo che esprimo piena solidarietà ai manifestanti no tav, perchè loro come me credono che la natura vada difesa. È vero, servono le infrastrutture e i trasporti, ma quella valle ha già donato all'Italia un traforo e una rete ferroviaria perchè distruggerla ancora per una rete ferroviaria che useranno in pochi in quanto un biglietto alta velocità è costosissimo, perché non potenziano quello che è già esistente? La Francia si raggiunge già adesso benissimo perchè rischiamo di distruggere un paesaggio per fare un buco in una montagna che permetta ad una decina di passeggeri al giorno di varcare il confine?
Tanti geologi e studiosi hanno manifestato perplessità sulla costruzione di questa galleria, sui probabili rischi che potrebbe arrecare alla popolazione locale eppure nessuno li sente, tutti vogliono andare avanti. Qualcuno accusa i no tav di rallentare il progresso, ma voi lo chiamate progresso un treno che sfreccia a velocità supersonica in una valle di cemento? Il progresso è la casa sulla cascata di Wright, una perfetta interazione uomo natura nel rispetto dell'habitat naturale.
La mia valle non è minacciata da nessun treno e da nessuna ruspa ma se un giorno dovesse arrivare un interesse economico con conseguente distruzione della mia casa...be' amici miei farei la stessa cosa che stanno facendo in val di susa, griderei forte, mi interporrei alle ruspe, perchè la mia casa non può essere distrutta, perché non permetterò mai all'alienazione causata dagli interessi economici di conquistare il paesaggio. E se qualcuno provasse a chiamarmi terrorista, facinorosa o comunista, spiegherei a questa persona che si voglio essere la terrorista contro il nemico cemento, la facinorosa in difesa della natura e la comunista perché vivere in un ambiente sano deve essere un qualcosa di comune a tutti.
Auguro agli abitanti della val di susa che i loro figli possano giocare sulle montagne, correre nei campi, respirare aria pulita senza l'incombenza di un treno velocissimo che irrompe nella quiete della natura.
Ci illudiamo che l'Italia si sia desta, ma in realtà non è così
Le facoltà occupate, il “se non ora quando”, il ” tutti in piedi entra il lavoro”, il referendum.....qualcuno scrive che “l'Italia si è desta”, che il popolo italiano si sia svegliato stia iniziando a capire e prendere coscienza della situazione italiana.... ma a me non sembra.
Ad una manifestazione se ci guardiamo intorno siamo sempre gli stessi, non è vero che c'è più gente di prima, siamo sempre noi solo che più incazzati tutto qui. Qualcuno grida all'ottimo risultato del referendum, io non sono d'accordo, visti i quesiti molto importanti dovevamo battere il quorum già il primo giorno e dovevamo raggiungere picchi di affluenze elevatissimi e invece esultiamo perché abbiamo raggiunto più del 50%? Be' gente secondo me non bisogna esultare molto bisogna chiedersi: perché molti italiani(anche se la minoranza)non hanno votato ad un referendum con quesiti importanti che riguardavano il futuro del nostro paese?
L'Italia va a rotoli, eppure Silvio sta ancora lì, al di la di qualche manifestazione il popolo italiano non è realmente intenzionato a destabilizzare il potere, non scende in piazza non sciopera non protesta, si limita a farlo solo in rarissime occasioni e il più delle volte chi protesta è lo stesso che lo faceva 3-4-10-15 anni fa, la maggior parte della gente rimane assuefatta non si desta e preferisce dormire.
Io sono dell'idea che l'Italia si desterà quando mediaset perderà ascolti, quando la magistratura tornerà ad essere considerata per il lavoro che fa e non come una persecutrice, quando la gente stufa scende in piazza spontaneamente per difendere dei diritti che sente veramente negati, insomma quando ogni singolo cittadino, presa coscienza del suo ruolo di abitante di uno stato, scenderà in piazza per sentirsi cittadino vero e non suddito.
Ad una manifestazione se ci guardiamo intorno siamo sempre gli stessi, non è vero che c'è più gente di prima, siamo sempre noi solo che più incazzati tutto qui. Qualcuno grida all'ottimo risultato del referendum, io non sono d'accordo, visti i quesiti molto importanti dovevamo battere il quorum già il primo giorno e dovevamo raggiungere picchi di affluenze elevatissimi e invece esultiamo perché abbiamo raggiunto più del 50%? Be' gente secondo me non bisogna esultare molto bisogna chiedersi: perché molti italiani(anche se la minoranza)non hanno votato ad un referendum con quesiti importanti che riguardavano il futuro del nostro paese?
L'Italia va a rotoli, eppure Silvio sta ancora lì, al di la di qualche manifestazione il popolo italiano non è realmente intenzionato a destabilizzare il potere, non scende in piazza non sciopera non protesta, si limita a farlo solo in rarissime occasioni e il più delle volte chi protesta è lo stesso che lo faceva 3-4-10-15 anni fa, la maggior parte della gente rimane assuefatta non si desta e preferisce dormire.
Io sono dell'idea che l'Italia si desterà quando mediaset perderà ascolti, quando la magistratura tornerà ad essere considerata per il lavoro che fa e non come una persecutrice, quando la gente stufa scende in piazza spontaneamente per difendere dei diritti che sente veramente negati, insomma quando ogni singolo cittadino, presa coscienza del suo ruolo di abitante di uno stato, scenderà in piazza per sentirsi cittadino vero e non suddito.
domenica 22 maggio 2011
la musica come il vento per gli aquiloni
A volte ci abbandoniamo al ritmo dolce di una canzone e ci facciamo trasportare lontano, la musica sembra quasi parlare al cuore, ci accorgiamo che riesce a penetrare oltre quella pelle indurita con gli anni, a scavalcare quel muro che abbiamo costruito attorno a noi e ci trasporta emozioni dimenticate.
Canzoni che danno la carica, che gridano alla rivoluzione, alla pace, che trasmettono cultura, le malinconiche melodie d'amore, le semplici tarante popolari che non ti permettono di stare fermo. Bastano poche note per trasmettere una emozione, pochi puntini neri su 5 righi e 4 spazi, per creare un qualcosa di stupendo un qualcosa che va al di la di linguaggi sociali, dei confini degli stati, di qualsiasi avversione fra società o persone.
La musica è pace e armonia; non si è mai vista una guerra di musica, se due suonatori si incontrano, anche se non parlano la stessa lingua sapranno parlare con la melodia.
Immaginate un mondo di musica e poesia, dove le industrie producano strumenti e non armi, non esisterebbero le guerre, ma solo concerti, solo melodie e rumori figli della pace e dell'amore, perchè un brano per un compositore è come un figlio, è frutto del duro lavoro e di un sentimento profondo quale l'amore.
Chiudete gli occhi per un momento, caricate nello stereo il vostro brano preferito e lasciatevi andare, lasciatevi avvolgere dai bassi, dalle note, dall'armonia dei vari strumenti e .... non abbiate paura di volare come aquiloni, ma al posto del vento fatevi spingere dalla musica....
Canzoni che danno la carica, che gridano alla rivoluzione, alla pace, che trasmettono cultura, le malinconiche melodie d'amore, le semplici tarante popolari che non ti permettono di stare fermo. Bastano poche note per trasmettere una emozione, pochi puntini neri su 5 righi e 4 spazi, per creare un qualcosa di stupendo un qualcosa che va al di la di linguaggi sociali, dei confini degli stati, di qualsiasi avversione fra società o persone.
La musica è pace e armonia; non si è mai vista una guerra di musica, se due suonatori si incontrano, anche se non parlano la stessa lingua sapranno parlare con la melodia.
Immaginate un mondo di musica e poesia, dove le industrie producano strumenti e non armi, non esisterebbero le guerre, ma solo concerti, solo melodie e rumori figli della pace e dell'amore, perchè un brano per un compositore è come un figlio, è frutto del duro lavoro e di un sentimento profondo quale l'amore.
Chiudete gli occhi per un momento, caricate nello stereo il vostro brano preferito e lasciatevi andare, lasciatevi avvolgere dai bassi, dalle note, dall'armonia dei vari strumenti e .... non abbiate paura di volare come aquiloni, ma al posto del vento fatevi spingere dalla musica....
martedì 17 maggio 2011
riuscire a fidarsi del prossimo, riuscire ad amare per evitare l'odio
La maggior parte delle persone che ci sta vicino lo fa per convenienza, è la dura realtà. Arrivi ad un punto della tua vita che non riesci più a capire se vale la pena rischiare, dare un po' di fiducia a qualcuno o rimanere soli con se stessi, ti poni questa domanda e continui a ripeterti che le persone non sono tutte uguali, che ci sono persone buone, ma poi, poi ti fidi, ti affezioni e che succede, ti ritrovi peggio di prima, perchè chi meno te lo aspettavi ti si mostra proprio per quello che tu speravi non fosse, si rivela l'ennesima presa per il culo della tua vita. Alla fine ti chiudi in te stessa cosciente della dura realtà, chiudi gli occhi e tiri avanti sola con la speranza che un giorno qualcuno possa smentirti, con l'utopia che arrivi il momento in cui qualcuno abbia la voglia di starti vicino per quello che sei realmente e non per convenienza.
Io ho sempre creduto e continuerò sempre a credere nell'amore verso il prossimo, vorrò sempre bene a chi mi circonda, ma so già che quello che io do agli altri spesso non torna in dietro, ma non mi preoccupo non mi faccio scrupoli perché prima di stare bene con gli altri io devo stare bene con me stessa e per avere questo benessere devo amare gli altri.
Troppo spesso vediamo gente che si chiude in se stessa, che non ha più il coraggio di fidarsi e di amare, ma io sono dell'idea che nella vita bisogna avere la forza di andare avanti sempre e questa spinta a farlo viene dall'amore verso i nostri fratelli siano essi amici e nemici, dall'amore verso una persona a quello verso la natura passando per quello verso gli animali. La vita è amore, fiducia e saper vivere con gli altri e per farlo dobbiamo fidarci, perché, anche se in passato la nostra fiducia è stata tradita, dobbiamo continuare su questa strada altrimenti costruiremo solo un mondo di odio ed egoismo; è vero potremmo anche cadere nuovamente ma nulla ci impedisce di rialzarci e continuare a camminare, e quando ci saremo rialzati saremo contenti perchè.... perchè siamo inciampati nella speranza di amare
Io ho sempre creduto e continuerò sempre a credere nell'amore verso il prossimo, vorrò sempre bene a chi mi circonda, ma so già che quello che io do agli altri spesso non torna in dietro, ma non mi preoccupo non mi faccio scrupoli perché prima di stare bene con gli altri io devo stare bene con me stessa e per avere questo benessere devo amare gli altri.
Troppo spesso vediamo gente che si chiude in se stessa, che non ha più il coraggio di fidarsi e di amare, ma io sono dell'idea che nella vita bisogna avere la forza di andare avanti sempre e questa spinta a farlo viene dall'amore verso i nostri fratelli siano essi amici e nemici, dall'amore verso una persona a quello verso la natura passando per quello verso gli animali. La vita è amore, fiducia e saper vivere con gli altri e per farlo dobbiamo fidarci, perché, anche se in passato la nostra fiducia è stata tradita, dobbiamo continuare su questa strada altrimenti costruiremo solo un mondo di odio ed egoismo; è vero potremmo anche cadere nuovamente ma nulla ci impedisce di rialzarci e continuare a camminare, e quando ci saremo rialzati saremo contenti perchè.... perchè siamo inciampati nella speranza di amare
sabato 14 maggio 2011
L'Io che incontro nella natura
Il bello di arrivare in vetta è che, una volta raggiunta la cima, sei appagato, non hai più la necessità di salire, non hai più la spinta a farlo perchè hai raggiunto l'apice; nonostante gli sforzi, la fatica, le ore perse a marciare arrivi su e ti rendi conto che ne è valsa la pena, perché...il sole ti bacia, il vento ti accarezza e il tuo sguardo è appagato dall'illimitatezza della natura che dai tuoi piedi ti mostra il vuoto del fondo valle pieno di alberi che danzano al fischio del vento, ruscelli che scendono tranquilli e mesti, il lago in lontananza che riflette il blu acceso del cielo e la luce del sole.
Ti siedi, i rumori della natura ti avvolgono, il profumo dell'erba, degli alberi...chiudi gli occhi e non serve fare molto, ma la mente ti si svuota, ti senti leggero e stupendamente felice; ti allunghi, ti butti sull'erba e finalmente ritrovi te stesso.
Capisco gli eremiti, chi fugge dalla frenesia quotidiana che ci circonda; abbiamo perso la capacità di apprezzare i piccoli piaceri della natura, di rivalutare un uccellino che saltella e cinguetta fuori dalla nostra finestra. Troppo spesso non ci fermiamo ad osservare un fiore che sboccia in quella piccola fenditura di quel grigio cemento che ci arroghiamo il diritto di gettare ovunque perché ci semplifica la vita, ma ci priva del gusto di correre scalzi su un prato, di gettarci nell'erba, di vedere, a primavera, i mille colori, le mille sfumature che solo i fiori hanno.
L'uomo vuole comodità e comfort, ma siamo sicuri che privarci del piacere della natura ci faccia vivere meglio? Più la svalutiamo, più la priviamo del suo valore, più perdiamo noi stessi; l'uomo ha bisogno del rapporto con la natura per trovare se stesso e per stare bene con il suo io. L'umanità sembra non capire, continua a distruggere, a non rispettare annientando se stessa; sembriamo una massa di autolesionisti che sta costruendo un mondo freddo e apatico, abitato da pallidi manichini che non hanno la spinta, la voglia di raggiungere la vetta, ma hanno solo la capacità di dire “si signore” ai “padroni” che buttano cemento, che appoggiano delle politiche di distruzione della natura e quindi dell'uomo, o meglio, del vero uomo. Insomma una terra grigia abitata da automi privi di “io” perchè lo hanno seppellito nel cemento.
Non voglio che i miei figli abitino un mondo del genere; voglio vederli correre sull'erba, cadere e rialzarsi senza impattare sul solido e freddo cemento, voglio vederli apprezzare il fiore che diventa frutto, attendere che un germoglio sbocci.
A volte sono troppo ottimista, troppo fiduciosa che il prato possa sconfiggere il cemento, ma questo mio positivismo nasce dall'idea che un giorno i pallidi manichini tornino ad abbronzarsi al sole, che gli austeri automi arrivino a correre sotto la pioggia e scalzi sull'erba; tutto sarà possibile dal giorno in cui qualcuno avrà il coraggio di salire in vetta, di assaporare i piaceri della natura e gridarlo al mondo.
Ti siedi, i rumori della natura ti avvolgono, il profumo dell'erba, degli alberi...chiudi gli occhi e non serve fare molto, ma la mente ti si svuota, ti senti leggero e stupendamente felice; ti allunghi, ti butti sull'erba e finalmente ritrovi te stesso.
Capisco gli eremiti, chi fugge dalla frenesia quotidiana che ci circonda; abbiamo perso la capacità di apprezzare i piccoli piaceri della natura, di rivalutare un uccellino che saltella e cinguetta fuori dalla nostra finestra. Troppo spesso non ci fermiamo ad osservare un fiore che sboccia in quella piccola fenditura di quel grigio cemento che ci arroghiamo il diritto di gettare ovunque perché ci semplifica la vita, ma ci priva del gusto di correre scalzi su un prato, di gettarci nell'erba, di vedere, a primavera, i mille colori, le mille sfumature che solo i fiori hanno.
L'uomo vuole comodità e comfort, ma siamo sicuri che privarci del piacere della natura ci faccia vivere meglio? Più la svalutiamo, più la priviamo del suo valore, più perdiamo noi stessi; l'uomo ha bisogno del rapporto con la natura per trovare se stesso e per stare bene con il suo io. L'umanità sembra non capire, continua a distruggere, a non rispettare annientando se stessa; sembriamo una massa di autolesionisti che sta costruendo un mondo freddo e apatico, abitato da pallidi manichini che non hanno la spinta, la voglia di raggiungere la vetta, ma hanno solo la capacità di dire “si signore” ai “padroni” che buttano cemento, che appoggiano delle politiche di distruzione della natura e quindi dell'uomo, o meglio, del vero uomo. Insomma una terra grigia abitata da automi privi di “io” perchè lo hanno seppellito nel cemento.
Non voglio che i miei figli abitino un mondo del genere; voglio vederli correre sull'erba, cadere e rialzarsi senza impattare sul solido e freddo cemento, voglio vederli apprezzare il fiore che diventa frutto, attendere che un germoglio sbocci.
A volte sono troppo ottimista, troppo fiduciosa che il prato possa sconfiggere il cemento, ma questo mio positivismo nasce dall'idea che un giorno i pallidi manichini tornino ad abbronzarsi al sole, che gli austeri automi arrivino a correre sotto la pioggia e scalzi sull'erba; tutto sarà possibile dal giorno in cui qualcuno avrà il coraggio di salire in vetta, di assaporare i piaceri della natura e gridarlo al mondo.
domenica 8 maggio 2011
coloriamo il nostro mondo
quando la mattina vi svegliate, quando aprite la finestra, non vi sentite partecipi di un qualcosa? Non vi sentite gli artefici del mondo che vi circonda e che contemporaneamente vi ospita? Non sentite l'abbraccio dolce e vellutato della realtà che voi state costruendo insieme a tutti noi?
Io quando apro la mia finestra ogni mattina guardo il mondo che mi circonda, il mondo che io sto costruendo, l'ambiente che sto edificando insieme a tutti voi e mi domando ogni volta che mondo sarà quando un giorno i miei posteri verranno ad abitarlo, cosa sarà quando i miei discendenti apriranno quella stessa finestra?
Qualcuno potrebbe rispondere: “spero per loro che sia un mondo migliore”, ma io rispondo diversamente io “voglio per loro un mondo migliore”.
Sembrerò utopica, ma questa è la realtà e la forza che mi spinge ogni mattina ad alzarmi dal mio letto, la voglia di colorare il mondo in cui vivo per dare la possibilità a tutti di vedere l'arcobaleno e non solo il nero delle guerre, dell'inquinamento, dell'odio e della violenza. Io voglio coprire questo colore scuro, voglio negare il nero, voglio unire tutti i colori nel bianco della luce della speranza per poi riniziare, sulla base del bianco a dipingere quei colori che troppo spesso ci vengono negati, che troppi governi hanno cancellato con la forza delle armi.
Insomma io voglio una rivoluzione del colore, una rivoluzione che ha come armi i pennelli, come proiettili i colori, come leader i sogni e la fantasia e come bandiera...la cultura
Io quando apro la mia finestra ogni mattina guardo il mondo che mi circonda, il mondo che io sto costruendo, l'ambiente che sto edificando insieme a tutti voi e mi domando ogni volta che mondo sarà quando un giorno i miei posteri verranno ad abitarlo, cosa sarà quando i miei discendenti apriranno quella stessa finestra?
Qualcuno potrebbe rispondere: “spero per loro che sia un mondo migliore”, ma io rispondo diversamente io “voglio per loro un mondo migliore”.
Sembrerò utopica, ma questa è la realtà e la forza che mi spinge ogni mattina ad alzarmi dal mio letto, la voglia di colorare il mondo in cui vivo per dare la possibilità a tutti di vedere l'arcobaleno e non solo il nero delle guerre, dell'inquinamento, dell'odio e della violenza. Io voglio coprire questo colore scuro, voglio negare il nero, voglio unire tutti i colori nel bianco della luce della speranza per poi riniziare, sulla base del bianco a dipingere quei colori che troppo spesso ci vengono negati, che troppi governi hanno cancellato con la forza delle armi.
Insomma io voglio una rivoluzione del colore, una rivoluzione che ha come armi i pennelli, come proiettili i colori, come leader i sogni e la fantasia e come bandiera...la cultura
Non vogliono il referendum per salvare Lui....ma noi a giugno faremo i Cittadini
Un referendum per essere valido bisogna raggiungere il quorum.... e loro non vogliono, ma partiamo dall'inizio
Il referendum chiede l'abrogazione di 4 leggi: due riguardano l'acqua, o meglio, la sua privatizzazione da parte dei comuni che entro il 2011 devo passare la gestione dell'acqua ai privati; uno riguarda il nucleare e l'altro riguarda il legittimo impedimento.
Tutte e 4 le leggi sono assolutamente da abrogare e mi sono già dedicata in altri articoli a spiegare il perché dire si (dire si per dire no) al quesito sul nucleare e presto scriverò le motivazioni anche sull'acqua, ma adesso dedichiamoci all'ultimo quesito.
Il legittimo impedimento riguarda il premier e i suoi processi, votare si all'abrogazione di questa legge costringerebbe Silvio a sottoporsi a giudizio, a presentarsi in aula, insomma quello che lui teme realmente....e allora ?!?! allora si cerca di sminuire un referendum sudato e lottato.
Si è evitato di farlo coincidere con le amministrative in modo tale da non raggiungere il quorum, si è cercato di cancellare il quesito sul nucleare (non ci sono ancora riusciti)perchè troppi italiani sarebbero andati al voto e stanno riuscendo a cancellare il referendum dall'informazione pubblica. Avete sentito qualche tg qualche trasmissione informarvi che si vota a giugno?!
Adesso basta, il referendum è l'unico strumento che la popolazione ha per esprimere direttamente la propria opinione, è l'unico punto di contatto fra la democrazia diretta e quella rappresentativa, cosa vogliono fare? Non permetterci di dire no a leggi stupide e ad personam?!?! non possono farlo non possono perchè noi a votare ci andremo.
I nostri 4 si li esprimeremo in quell'urna, saranno 4 si che non andranno solo ad abrogare 4 leggi ma andranno a fortificare il concetto di democrazia che troppo spesso ci dimentichiamo di difendere.....
Diffondiamo il messaggio, chiediamo alla gente di sentirsi partecipe del proprio futuro, chiediamo ai singoli di sentirsi cittadini e di fare i cittadini ….
Il referendum chiede l'abrogazione di 4 leggi: due riguardano l'acqua, o meglio, la sua privatizzazione da parte dei comuni che entro il 2011 devo passare la gestione dell'acqua ai privati; uno riguarda il nucleare e l'altro riguarda il legittimo impedimento.
Tutte e 4 le leggi sono assolutamente da abrogare e mi sono già dedicata in altri articoli a spiegare il perché dire si (dire si per dire no) al quesito sul nucleare e presto scriverò le motivazioni anche sull'acqua, ma adesso dedichiamoci all'ultimo quesito.
Il legittimo impedimento riguarda il premier e i suoi processi, votare si all'abrogazione di questa legge costringerebbe Silvio a sottoporsi a giudizio, a presentarsi in aula, insomma quello che lui teme realmente....e allora ?!?! allora si cerca di sminuire un referendum sudato e lottato.
Si è evitato di farlo coincidere con le amministrative in modo tale da non raggiungere il quorum, si è cercato di cancellare il quesito sul nucleare (non ci sono ancora riusciti)perchè troppi italiani sarebbero andati al voto e stanno riuscendo a cancellare il referendum dall'informazione pubblica. Avete sentito qualche tg qualche trasmissione informarvi che si vota a giugno?!
Adesso basta, il referendum è l'unico strumento che la popolazione ha per esprimere direttamente la propria opinione, è l'unico punto di contatto fra la democrazia diretta e quella rappresentativa, cosa vogliono fare? Non permetterci di dire no a leggi stupide e ad personam?!?! non possono farlo non possono perchè noi a votare ci andremo.
I nostri 4 si li esprimeremo in quell'urna, saranno 4 si che non andranno solo ad abrogare 4 leggi ma andranno a fortificare il concetto di democrazia che troppo spesso ci dimentichiamo di difendere.....
Diffondiamo il messaggio, chiediamo alla gente di sentirsi partecipe del proprio futuro, chiediamo ai singoli di sentirsi cittadini e di fare i cittadini ….
venerdì 6 maggio 2011
Ognuno di noi ha la risposta al “chi sono?”
quante volte ci siamo posti la domanda: Chi sono? Cosa ci faccio qui?
La risposta è semplice io sono me stessa, quello che voglio essere io. Non ci sono progetti o destini costruiti per noi, c'è solo la libertà, la capacità di ogni singolo individuo di costruire il suo proprio destino senza nessuna imposizione dall'alto. Gli stessi cristiani riconoscono l'essere umano costruito a immagine e somiglianza di Dio e cioè in grado di costruire il suo futuro.
Ognuno di noi è frutto della sua esperienza, è il muro costruito a blocchi giorno dopo giorno; ci saranno blocchi neri segnati dal dolore, blocchi rossi segnati dalla rabbia, verdi figli della speranza, …. ma tutti blocchi fondamentali per la solidità del muro, tutti elementi importanti nella costruzione completa dell'individuo. Sembrerà strano ma i colori ai mattoncini siamo noi a darli, noi con le nostre azioni, le nostre idee e i nostri sogni. Anche quando tutto sembra nero, quando l'oscurità sembra prendere il sopravvento dobbiamo farci forza e riconoscere che il pennello per dipingere il nero l'abbiamo preso noi, e quindi saremo noi, un giorno, se ne avremo il coraggio, a riprendere il pennello dell'arcobaleno per ridipingere in mille colori la nostra vita.
La risposta allora sorge spontanea, io sono il muro che voglio costruire, il futuro che voglio colorare....ed un giorno sarò il palazzo multicolour che ho sempre desiderato edificare.
La risposta è semplice io sono me stessa, quello che voglio essere io. Non ci sono progetti o destini costruiti per noi, c'è solo la libertà, la capacità di ogni singolo individuo di costruire il suo proprio destino senza nessuna imposizione dall'alto. Gli stessi cristiani riconoscono l'essere umano costruito a immagine e somiglianza di Dio e cioè in grado di costruire il suo futuro.
Ognuno di noi è frutto della sua esperienza, è il muro costruito a blocchi giorno dopo giorno; ci saranno blocchi neri segnati dal dolore, blocchi rossi segnati dalla rabbia, verdi figli della speranza, …. ma tutti blocchi fondamentali per la solidità del muro, tutti elementi importanti nella costruzione completa dell'individuo. Sembrerà strano ma i colori ai mattoncini siamo noi a darli, noi con le nostre azioni, le nostre idee e i nostri sogni. Anche quando tutto sembra nero, quando l'oscurità sembra prendere il sopravvento dobbiamo farci forza e riconoscere che il pennello per dipingere il nero l'abbiamo preso noi, e quindi saremo noi, un giorno, se ne avremo il coraggio, a riprendere il pennello dell'arcobaleno per ridipingere in mille colori la nostra vita.
La risposta allora sorge spontanea, io sono il muro che voglio costruire, il futuro che voglio colorare....ed un giorno sarò il palazzo multicolour che ho sempre desiderato edificare.
venerdì 22 aprile 2011
Questa terra l'abbiamo presa in prestito dai nostri figli
Cosa vogliamo lasciare ai nostri posteri? Cosa vogliamo regalare alla società che verrà? Vogliamo che chi arriverà si vergogni di noi? Guardiamoci intorno cosa vediamo? Mostri ecologici, ciminiere che distruggono il paesaggio, ruspe che costruiscono strade e betoniere che cementificano, sacchetti dell'immondizia sparsi di qua e di là, imprenditori che non sanno dove sversare i loro rifiuti tossici e si divertono a farlo nel primo fiume, torrente o ruscello che trovano.
Che mondo stiamo costruendo? Il buco dell'ozono aumenta, e noi cosa facciamo ce ne freghiamo altamente, chiudiamo gli occhi per non accorgerci di nulla
Io amo la natura, amo quando ci si trova immersi nel silenzio, soli con il vento e il sole, avvolti dal profumo dei fiori e dal sapore dell'erba; quando si cammina in una valle a pieni nudi; quando a primavera gli uccellini tornano a cantare; quando le onde del mare ti portano a pensare; quando l'odore della salsedine ti fa stare bene.....
Sarò anche romantica, sarò anche una stupida ambientalista, ma non riesco a capire, non riesco a concepire come si possa distruggere la propria terra, come non si possa apprezzare tutto ciò che ci circonda....
Io sono sempre più convinta che l'uomo debba tornare ad apprezzare le piccole cose della natura...e solo in quel momento potrà dire di essere veramente degno di stare su questo pianeta
Che mondo stiamo costruendo? Il buco dell'ozono aumenta, e noi cosa facciamo ce ne freghiamo altamente, chiudiamo gli occhi per non accorgerci di nulla
Io amo la natura, amo quando ci si trova immersi nel silenzio, soli con il vento e il sole, avvolti dal profumo dei fiori e dal sapore dell'erba; quando si cammina in una valle a pieni nudi; quando a primavera gli uccellini tornano a cantare; quando le onde del mare ti portano a pensare; quando l'odore della salsedine ti fa stare bene.....
Sarò anche romantica, sarò anche una stupida ambientalista, ma non riesco a capire, non riesco a concepire come si possa distruggere la propria terra, come non si possa apprezzare tutto ciò che ci circonda....
Io sono sempre più convinta che l'uomo debba tornare ad apprezzare le piccole cose della natura...e solo in quel momento potrà dire di essere veramente degno di stare su questo pianeta
mercoledì 6 aprile 2011
è stato due anni fa 06/04
un boato atroce che ti sveglia nel cuore della notte, un rumore assordante, la terra che sembra aprirsi sotto i tuoi piedi.... tutto questo non a L'Aquila, ma io l'ho avvertito io a km di distanza in uno dei tanti piccoli comuni della provincia. Di corsa in strada, la paura, l'angoscia e l'adrenalina che neanche ti faceva sentire il freddo, si girava tranquillamente per il paese anche se erano le 3:32... ci si guardava intorno ma tutto sembrava normale non c'erano danni apparenti eppure la scossa era stata forte e lunga, una sola speranza negli occhi e nelle bocche di tutti: speriamo che l'epicentro sia qui. La gente osservava le baracche del 1915 ancora lì come monito di quasi cento anni in cui non abbiamo imparato nulla... e poi arrivano le prime notizie, qualcuno parla di Roma, ma non è così gli amici, gli studenti fuori sede iniziano a chiamare, non è Roma, ma il nostro capoluogo ad aver subito l'atroce distruzione del terremoto; la disperazione sale, le persone partono per andare a recuperare figli e parenti, tutto nel migliore e veloce modo possibile. Intanto le autostrade vengono chiuse, partono i volontari, si mette in moto tutto... le notizie si rincorrono e nessuno riesce a farsi capace di quello che sta accadendo.
Passa la notte e passa il giorno, nessuno ha il coraggio di stare in casa, la sera di nuovo un boato, la gente preferisce le auto, intanto gli studenti del capoluogo tornano a casa,e con loro arrivano i racconti di uno scenario di guerra e morte.
Una esperienza che non augurerei a nessuno di vivere.
Qualche giorno dopo decido di partire come volontaria, ero ancora minorenne, ma la voglia di fare e aiutare era tanta; ricordo ancora il primo giorno al campo i volti della gente, gli occhi pieni di lacrime dei sopravvissuti. La terra continuava a tremare e noi sconvolti come gli aquilani tentavamo di consolare di rassicurare e di ridare speranza. Aprile-settembre, è stato il periodo formativo più bello della mia vita, una esperienza traumatica ma che mi ha dato tantissimo, ho visto gente ricchissima perdere tutto e andare ad abitare con gente comune in una di quelle orrende tende blu della protezione civile (ritorno allo stato di natura), ho osservato come la dignità delle persone sia importante e come spesso sia l'unica cosa significativa da difendere, perchè anche se perdi tutto continui a lottare per la tua dignità. Ho visto la gente piangere e soffrire, ma l'ho anche vista tornare a sperare e sognare.
Sono venuta a studiare a L'Aquila, perchè oramai ce l'ho nel cuore, ma questa città inizia ad essere abbandonata da tutti, anche dagli stessi aquilani che hanno solo sentito promesse dal governo ma non hanno visto nulla di concreto, li ho visti demoralizzati e quasi arresi, e tutto ciò mi fa male. Mi sconforta sapere che questa città non possa tornare a volare, è per questo che credo che l'aiuto maggiore debba arrivare da noi fuori sede, dobbiamo essere noi a far tornare la voglia di lottare alla popolazione, dobbiamo far tornare la speranza a queste persone e fargli capire che c'è ancora qualcosa per la quale lottare.
Sono abruzzese dalla nascita e ne sono fiera e per questo so che il popolo aquilano non mollerà mai ;)
Passa la notte e passa il giorno, nessuno ha il coraggio di stare in casa, la sera di nuovo un boato, la gente preferisce le auto, intanto gli studenti del capoluogo tornano a casa,e con loro arrivano i racconti di uno scenario di guerra e morte.
Una esperienza che non augurerei a nessuno di vivere.
Qualche giorno dopo decido di partire come volontaria, ero ancora minorenne, ma la voglia di fare e aiutare era tanta; ricordo ancora il primo giorno al campo i volti della gente, gli occhi pieni di lacrime dei sopravvissuti. La terra continuava a tremare e noi sconvolti come gli aquilani tentavamo di consolare di rassicurare e di ridare speranza. Aprile-settembre, è stato il periodo formativo più bello della mia vita, una esperienza traumatica ma che mi ha dato tantissimo, ho visto gente ricchissima perdere tutto e andare ad abitare con gente comune in una di quelle orrende tende blu della protezione civile (ritorno allo stato di natura), ho osservato come la dignità delle persone sia importante e come spesso sia l'unica cosa significativa da difendere, perchè anche se perdi tutto continui a lottare per la tua dignità. Ho visto la gente piangere e soffrire, ma l'ho anche vista tornare a sperare e sognare.
Sono venuta a studiare a L'Aquila, perchè oramai ce l'ho nel cuore, ma questa città inizia ad essere abbandonata da tutti, anche dagli stessi aquilani che hanno solo sentito promesse dal governo ma non hanno visto nulla di concreto, li ho visti demoralizzati e quasi arresi, e tutto ciò mi fa male. Mi sconforta sapere che questa città non possa tornare a volare, è per questo che credo che l'aiuto maggiore debba arrivare da noi fuori sede, dobbiamo essere noi a far tornare la voglia di lottare alla popolazione, dobbiamo far tornare la speranza a queste persone e fargli capire che c'è ancora qualcosa per la quale lottare.
Sono abruzzese dalla nascita e ne sono fiera e per questo so che il popolo aquilano non mollerà mai ;)
lunedì 4 aprile 2011
Oggi cammino sul viale di Munch …. domani la libertà guiderà il popolo
guardi da una finestra un mondo oramai allo sfascio, un pianeta costretto a morire, una società portata all'egoismo,.... e tu cosa fai? Guardi altrove, ti attappi le orecchie e così arrivi a chiudere definitivamente la bocca e a non avere voglia di gridare contro l'orrore che ti circonda.
Potrebbero anche toglierti la libertà, ma tu sei troppo occupato ai tuoi interessi che non ti rendi conto di ciò che ti circonda, di tutto quello che sta accadendo.
Troppo spesso mi sento sola a guardare, ad ascoltare e a gridare; mi giro intorno e non vedo nessuno solo un mare di folla alla quale viene tolto tutto ma che con le cuffiette alle orecchie e con un paio di occhiali sul naso continua per la propria strada senza battere ciglio.
Si è cosi troppo spesso mi sento solo a camminare contromano sul viale di Munch e tutte le persone che incontro mi vengono a sbattere, finirebbero per calpestarti, ma non sanno neanche chiedere scusa.Finito il viale mi ritrovo su quel ponte sul quale grido sola come fa il famoso soggetto dell'urlo di Munch....... urlo senza nessuno intorno, grido al vento la voglia di non alienarmi, la voglia di pace, la speranza di amore, l'utopia dell'uguaglianza, la voglia di riscatto sociale, il sogno di un mondo migliore.
Ho un sogno, che un giorno io non sia sola a gridare.....ma sarò son i miei compagni del quarto stato
....con la libertà che guida il popolo
!!!!!!
Potrebbero anche toglierti la libertà, ma tu sei troppo occupato ai tuoi interessi che non ti rendi conto di ciò che ti circonda, di tutto quello che sta accadendo.
Troppo spesso mi sento sola a guardare, ad ascoltare e a gridare; mi giro intorno e non vedo nessuno solo un mare di folla alla quale viene tolto tutto ma che con le cuffiette alle orecchie e con un paio di occhiali sul naso continua per la propria strada senza battere ciglio.
Si è cosi troppo spesso mi sento solo a camminare contromano sul viale di Munch e tutte le persone che incontro mi vengono a sbattere, finirebbero per calpestarti, ma non sanno neanche chiedere scusa.Finito il viale mi ritrovo su quel ponte sul quale grido sola come fa il famoso soggetto dell'urlo di Munch....... urlo senza nessuno intorno, grido al vento la voglia di non alienarmi, la voglia di pace, la speranza di amore, l'utopia dell'uguaglianza, la voglia di riscatto sociale, il sogno di un mondo migliore.
Ho un sogno, che un giorno io non sia sola a gridare.....ma sarò son i miei compagni del quarto stato
....con la libertà che guida il popolo
!!!!!!
sabato 2 aprile 2011
perchè in Italia non c'è democrazia?
Vi siete chiesti se l'Italia è democratica? Cosa significa oggi democrazia? Democrazia dovrebbe essere potere del popolo, ma in Italia troppo spesso non è così, andiamo a votare politici con programmi stupendi, promesse indimenticabili e poi quando salgono al potere pensano solo ai loro interessi, è questa la democrazia? Una legge ad persona, un condono per la casa del fratello del figlio di.... questa non è democrazia.
È vero la democrazia diretta è assurda per questo noi votiamo i nostri rappresentanti, ma restano tali per meno di una settimana poi diventano semplicemente rappresentanti di loro stessi.
Questo accade perchè quando andiamo a scegliere il nostro rappresentante, scegliamo quello che ha capacità di persuasione maggiore ma non per quello che lo meriterebbe veramente; insomma le nostre menti sono corruttibili e quindi non votiamo per i filosofi, i governatori ideali secondo Platone, ma votiamo per chi possiede televisioni e giornali.
Ma come facciamo a rendere le nostre menti non corruttibili? La cosa è molto semplice, dovremmo riuscire a creare in noi la cultura, dovremmo formare noi stessi per evitare che qualcuno “ci formi” a suo piacimento, ci serve la cultura.
Ecco perchè in Italia non c'è democrazia, perchè siamo troppo dediti ad attività spensierate che il governo ci inculca distraendoci dai problemi reali e portandoci a credere che tutto va bene e intanto le gente muore, soffre e non sa come arrivare a fine mese.
La cultura è l'unica salvezza per la popolazione, è l'unico mezzo che si ha per opporsi al potere politico, l'unico strumento per evitare di degenerare in una dittatura.
Ma in Italia si taglia la cultura, si dimezzano i fondi, si riducono gli investimenti, si dimezzano i programmi, gli insegnanti, le ore di insegnamento, insomma, si distrugge la cultura minando quello che è il fondamento per uno stato democratico.
Troppo spesso mi guardo intorno e mi sembra di camminare per la città descritta da Orwell in 1984, oppure entro in case con tv sempre accese ed enormi, mi guardo intorno e non vedo libri e penso forse qui è passato qualche incendiario di fahrenheit 451....
Ma la speranza la ritrovo quando sento le donne in piazza gridare “se non ora quando”, quando vedo la gente difendere la costituzione, quando con i miei coetanei mi oppongo alla riforma universitari......la ritrovo, quando vedo la gente prendere un libro ed iniziare a leggere....a quel punto mi sento in uno stato democratico
È vero la democrazia diretta è assurda per questo noi votiamo i nostri rappresentanti, ma restano tali per meno di una settimana poi diventano semplicemente rappresentanti di loro stessi.
Questo accade perchè quando andiamo a scegliere il nostro rappresentante, scegliamo quello che ha capacità di persuasione maggiore ma non per quello che lo meriterebbe veramente; insomma le nostre menti sono corruttibili e quindi non votiamo per i filosofi, i governatori ideali secondo Platone, ma votiamo per chi possiede televisioni e giornali.
Ma come facciamo a rendere le nostre menti non corruttibili? La cosa è molto semplice, dovremmo riuscire a creare in noi la cultura, dovremmo formare noi stessi per evitare che qualcuno “ci formi” a suo piacimento, ci serve la cultura.
Ecco perchè in Italia non c'è democrazia, perchè siamo troppo dediti ad attività spensierate che il governo ci inculca distraendoci dai problemi reali e portandoci a credere che tutto va bene e intanto le gente muore, soffre e non sa come arrivare a fine mese.
La cultura è l'unica salvezza per la popolazione, è l'unico mezzo che si ha per opporsi al potere politico, l'unico strumento per evitare di degenerare in una dittatura.
Ma in Italia si taglia la cultura, si dimezzano i fondi, si riducono gli investimenti, si dimezzano i programmi, gli insegnanti, le ore di insegnamento, insomma, si distrugge la cultura minando quello che è il fondamento per uno stato democratico.
Troppo spesso mi guardo intorno e mi sembra di camminare per la città descritta da Orwell in 1984, oppure entro in case con tv sempre accese ed enormi, mi guardo intorno e non vedo libri e penso forse qui è passato qualche incendiario di fahrenheit 451....
Ma la speranza la ritrovo quando sento le donne in piazza gridare “se non ora quando”, quando vedo la gente difendere la costituzione, quando con i miei coetanei mi oppongo alla riforma universitari......la ritrovo, quando vedo la gente prendere un libro ed iniziare a leggere....a quel punto mi sento in uno stato democratico
stupendo incontro con Gino Strada, Vauro e Notarianni a L'Aquila
siete mai andati ad una conferenza o ad un incontro e quando siete usciti vi siete sentiti arricchiti? Così è stato per me ieri sera, alle 9:00 al teatro di L'Aquila c'è stato l'incontro con Gino Strada, Vauro e Nortaranni, una serata magnifica all'insegna della riflessione; erano anni che non sentivo parlare persone così colte, decenni che non sentivo rivalutare le parole libertà, pace diritti e dignità, parole troppo spesso urlate al vento, che sono state stuprate del loro vero significato. Riflessioni forti sulla città martoriata dal terremoto che, come ha detto Vauro, è ridotta ad una città di guerra, che ancora adesso viene bombardata ma non fisicamente ma da una politica sbagliata. Secondo il vignettista i cittadini aquilani stanno subendo la stessa umiliazione dei popoli di guerra, la stessa perdita di dignità e di diritti che subisce un popolo sottoposto ad un conflitto armato, il pubblico in sala, composto si da aquilani, ma anche da moltissimi studenti, e il pubblico rimasto fuori al freddo che seguiva dal maxi schermo ha accolto con esultanza le parole contro la politica e a favore della città.
Un Gino Strada come sempre diretto e sincero è stato molto “forte” sottolineando la completa avversione alla guerra di ogni tipo sia essa preventiva, di pace o di liberazione, ripetendo come sia la popolazione a rimetterci; ha poi disprezzato pienamente il governo italiano e il suo comportamento nei confronti degli immigrati affermando che siamo andati a bombardare per liberare la popolazione da un dittatore, ma quando la popolazione si libera da sola e scappa la rinchiudiamo senza i minimi diritti umani, riducendo un isola come Lampedusa, solo per ragioni politiche in un luogo invivibile.
Gino strada ha poi fatto una denuncia forte alle opposizioni che hanno anche loro appoggiato in passato le guerre, ma che soprattutto non hanno difeso la scuola pubblica dall'attacco di Berlusconi. Ed è proprio nei confronti della cultura che è arrivato l'attacco più forte, il fondatore di Emergency ha dichiarato che l'Italia non è più un paese democratico, perchè non c'è più cultura, la popolazione vive nell'ignoranza e la Gelmini continua a fare riforme che distruggono la cultura e la scuola.
Ha scherzato dicendo che l'Italia non è più una repubblica democratica fondata sul lavoro ma una repubblica fondata sui ricatti di Marchionne.
Insomma una serata dove si è respirata cultura e razionalità perchè come ha detto Vauro non esistono i pacifisti perchè qualsiasi persona abbia un minimo di cervello è pacifista.
Il manifesto della associazione ribadisce quelli che sono i diritti umani fondamentali e sottolinea che l'uomo va trattato con dignità e rispetto. Non so quante persone hanno avuto la mia stessa sensazione, quante hanno respirato cultura e in quante si è accesa o è aumentata la voglia di fare qualcosa per cambiare il mondo. Io ho apprezzato tantissimo l'incontro e credo che queste persone dovrebbero entrare nelle scuole dovrebbero entrare nelle tv degli italiani, ma soprattutto meriterebbero il premio nobel per la pace.
Pensare che ancora oggi ci sono italiani che non conoscono Gino Strada..... io da italiana a 150 anni dalla unificazione della mia nazione, mi sento cittadina italiana anche grazie ad emergency e grazie ad un uomo che sta sacrificando la sua vita per il prossimo; Grazie Gino per ieri sera e per quello che tu e la tua associazione fate quotidianamente.
Un Gino Strada come sempre diretto e sincero è stato molto “forte” sottolineando la completa avversione alla guerra di ogni tipo sia essa preventiva, di pace o di liberazione, ripetendo come sia la popolazione a rimetterci; ha poi disprezzato pienamente il governo italiano e il suo comportamento nei confronti degli immigrati affermando che siamo andati a bombardare per liberare la popolazione da un dittatore, ma quando la popolazione si libera da sola e scappa la rinchiudiamo senza i minimi diritti umani, riducendo un isola come Lampedusa, solo per ragioni politiche in un luogo invivibile.
Gino strada ha poi fatto una denuncia forte alle opposizioni che hanno anche loro appoggiato in passato le guerre, ma che soprattutto non hanno difeso la scuola pubblica dall'attacco di Berlusconi. Ed è proprio nei confronti della cultura che è arrivato l'attacco più forte, il fondatore di Emergency ha dichiarato che l'Italia non è più un paese democratico, perchè non c'è più cultura, la popolazione vive nell'ignoranza e la Gelmini continua a fare riforme che distruggono la cultura e la scuola.
Ha scherzato dicendo che l'Italia non è più una repubblica democratica fondata sul lavoro ma una repubblica fondata sui ricatti di Marchionne.
Insomma una serata dove si è respirata cultura e razionalità perchè come ha detto Vauro non esistono i pacifisti perchè qualsiasi persona abbia un minimo di cervello è pacifista.
Il manifesto della associazione ribadisce quelli che sono i diritti umani fondamentali e sottolinea che l'uomo va trattato con dignità e rispetto. Non so quante persone hanno avuto la mia stessa sensazione, quante hanno respirato cultura e in quante si è accesa o è aumentata la voglia di fare qualcosa per cambiare il mondo. Io ho apprezzato tantissimo l'incontro e credo che queste persone dovrebbero entrare nelle scuole dovrebbero entrare nelle tv degli italiani, ma soprattutto meriterebbero il premio nobel per la pace.
Pensare che ancora oggi ci sono italiani che non conoscono Gino Strada..... io da italiana a 150 anni dalla unificazione della mia nazione, mi sento cittadina italiana anche grazie ad emergency e grazie ad un uomo che sta sacrificando la sua vita per il prossimo; Grazie Gino per ieri sera e per quello che tu e la tua associazione fate quotidianamente.
mercoledì 30 marzo 2011
Io giovane, che ho rotto lo specchio dell'egoismo per costruire un mondo d'amore
Edgar Lee Masters in una delle sue poesie definiva la crescita come la rottura di uno specchio; una parte della nostra vita la viviamo in una urna che riflette solo la nostra immagine e questo riflesso ci permette di conoscere noi stessi, ma poi l'urna si rompe e lo specchio si disintegra mostrandoci la realtà, la vera vita.
A volte non siamo pronti, ci ritroviamo soffocati dalla vita reale schiacciati da quello che è un vortice interminabile composto di odio violenza e sopraffazione; il vortice scorre, ruota, ci distrugge portandoci ad odiare la realtà, portandoci a ricostruire il nostro specchio, riconducendoci alla semplice conoscenza di noi e al menefreghismo verso il prossimo, ed è così che si crea la famosa massa atomizzata (analizzata dalla filosofa tedesca Hannah Arendt) che ha portato alla nascita della dittatura nazista.
Insomma, lo specchio si rompe e noi cosa facciamo? Tentiamo di ricostruirlo attorno a noi creando una società di egoismo che può creare un mondo invivibile.
Passano gli anni ed arrivo a riconoscere che attorno a me c'è sempre più menefreghismo, respiro quell'aria descritta dalla filosofa tedesca di una massa di egoismi, di un insieme di persone che vogliono solamente badare ai propri interessi e si chiudono in loro stesse.
Sentirsi soli in un mare di folla è bruttissimo, eppure oggi è così; la cosa mi spaventa, mi atterrisce sapere che stiamo degenerando, che stiamo creando un mondo ed una società che nel passato ha dato vita ai regimi dittatoriali più spaventosi della storia.
Ho una speranza, perché del resto la speranza è l'ultima a morire, credo che esista nei giovani la salvezza, che solo le nuove generazioni possano ribellarsi al potere precostituito.
Quei giovani figli della scuola pubblica, della cultura, insomma quelle generazioni che hanno un po' di sale in zucca. Ho visto negli occhi dei miei coetanei e delle mie coetanee la forza e la voglia di non essere egoisti, la volontà di costruire qualcosa di migliore. Ho visto uomini sperare e sognare.
Noi giovani abbiamo rotto lo specchio, abbiamo affrontato la realtà e spero che avremmo la forza di non odiarci, di iniziare ad amarci e vivere liberamente sorridendo all'alba di ogni giorno di pace che costruiremo con il nostro amore
A volte non siamo pronti, ci ritroviamo soffocati dalla vita reale schiacciati da quello che è un vortice interminabile composto di odio violenza e sopraffazione; il vortice scorre, ruota, ci distrugge portandoci ad odiare la realtà, portandoci a ricostruire il nostro specchio, riconducendoci alla semplice conoscenza di noi e al menefreghismo verso il prossimo, ed è così che si crea la famosa massa atomizzata (analizzata dalla filosofa tedesca Hannah Arendt) che ha portato alla nascita della dittatura nazista.
Insomma, lo specchio si rompe e noi cosa facciamo? Tentiamo di ricostruirlo attorno a noi creando una società di egoismo che può creare un mondo invivibile.
Passano gli anni ed arrivo a riconoscere che attorno a me c'è sempre più menefreghismo, respiro quell'aria descritta dalla filosofa tedesca di una massa di egoismi, di un insieme di persone che vogliono solamente badare ai propri interessi e si chiudono in loro stesse.
Sentirsi soli in un mare di folla è bruttissimo, eppure oggi è così; la cosa mi spaventa, mi atterrisce sapere che stiamo degenerando, che stiamo creando un mondo ed una società che nel passato ha dato vita ai regimi dittatoriali più spaventosi della storia.
Ho una speranza, perché del resto la speranza è l'ultima a morire, credo che esista nei giovani la salvezza, che solo le nuove generazioni possano ribellarsi al potere precostituito.
Quei giovani figli della scuola pubblica, della cultura, insomma quelle generazioni che hanno un po' di sale in zucca. Ho visto negli occhi dei miei coetanei e delle mie coetanee la forza e la voglia di non essere egoisti, la volontà di costruire qualcosa di migliore. Ho visto uomini sperare e sognare.
Noi giovani abbiamo rotto lo specchio, abbiamo affrontato la realtà e spero che avremmo la forza di non odiarci, di iniziare ad amarci e vivere liberamente sorridendo all'alba di ogni giorno di pace che costruiremo con il nostro amore
venerdì 25 marzo 2011
cosa significa essere femministe nel 2011
Nel passato il femminismo è stato male interpretato, molte persone l'hanno visto semplicemente come una liberazione sessuale della donna, ma non è così, o per lo meno, il femminismo di oggi è totalmente di verso, va anzi in antitesi con il concetto di donna emancipata e disponibile che qualcuno ha tentato di far passare nel passato.
È passata oramai l'idea che la donna sia l'essere a disposizione, l'oggetto dedito al piacere, ma non è così.
Il vero femminismo oggi è quello che decine di donne cercano di portare avanti quotidianamente in ogni dove della nostra società contrastando difficoltà e pericoli; sono le donne che si sentono tali senza dover indossare per forza una gonna o senza doversi truccare. Uno dei simboli del movimento è appunto il taglio corti di capelli, e sapete il perchè? Perchè noi ci sentiamo donne non perchè abbiamo i capelli lunghi e neanche perchè sappiamo camminare sui tacchi, sentirsi donne è qualcosa di più profondo, è qualcosa che ti parte da dentro, dall'interno stesso del tuo essere e ti porta a vedere la realtà in maniera totalmente diversa dalla stragrande maggioranza degli uomini; è stato provato che le donne hanno la tendenza a pensare al futuro ad essere più pacifiste degli uomini, ad avere, insomma, la propensione a voler costruire un mondo migliore.
Purtroppo bisogna far rinascere dentro noi l'idea stessa di femminismo, per anni la gente ha pensato che fosse un movimento nel quale la donna voleva diventare come l'uomo, ed infatti, troppo spesso in passato si è cercati di eguagliare gli uomini anche nei loro lati peggiori. Spesso si sente dire che la donna oramai è diventata libera come l'uomo, che si concede sessualmente, ma questo non è femminismo, questa è la completa antitesi del movimento stesso.
Essere femminista oggi significa rivalutare la donna, significa far vedere all'uomo che non siamo disponibili, o meglio, siamo disponibili solo al confronto in campo lavorativo, al confronto nella società, ma non siamo mai state, e non lo saremo mai, disponibili al divertimento dell'uomo.
Siamo in una società dove oramai la donna è svalutata al massimo dove anche se riusciamo ad ottenere un minimo di successo nella nostra vita, l'opinione pubblica ha sempre il dubbio che ci siamo concesse che ci siamo riuscite perchè donne e non per merito.
Ci sono tante femministe come me, che ogni giorno lottano contro questo pregiudizio, che quotidianamente cercano di essere trattate come Donne e non come semplici sgualdrine.
Siamo in poche a pensarla così, basta vedere quando è periodo di esami in una facoltà dove le donne iniziano ad andare a sostenere gli esami in minigonna e scollatura, sarò forse l'unica, o una delle poche, ma quando sostengo un esame felpa jeans e scarpette, perché voglio essere giudicata per quello che so e non per come appaio.
Essere femminista oggi è chiedere a chi abbiamo di fronte di vederci non come donne ma come esseri umani
È passata oramai l'idea che la donna sia l'essere a disposizione, l'oggetto dedito al piacere, ma non è così.
Il vero femminismo oggi è quello che decine di donne cercano di portare avanti quotidianamente in ogni dove della nostra società contrastando difficoltà e pericoli; sono le donne che si sentono tali senza dover indossare per forza una gonna o senza doversi truccare. Uno dei simboli del movimento è appunto il taglio corti di capelli, e sapete il perchè? Perchè noi ci sentiamo donne non perchè abbiamo i capelli lunghi e neanche perchè sappiamo camminare sui tacchi, sentirsi donne è qualcosa di più profondo, è qualcosa che ti parte da dentro, dall'interno stesso del tuo essere e ti porta a vedere la realtà in maniera totalmente diversa dalla stragrande maggioranza degli uomini; è stato provato che le donne hanno la tendenza a pensare al futuro ad essere più pacifiste degli uomini, ad avere, insomma, la propensione a voler costruire un mondo migliore.
Purtroppo bisogna far rinascere dentro noi l'idea stessa di femminismo, per anni la gente ha pensato che fosse un movimento nel quale la donna voleva diventare come l'uomo, ed infatti, troppo spesso in passato si è cercati di eguagliare gli uomini anche nei loro lati peggiori. Spesso si sente dire che la donna oramai è diventata libera come l'uomo, che si concede sessualmente, ma questo non è femminismo, questa è la completa antitesi del movimento stesso.
Essere femminista oggi significa rivalutare la donna, significa far vedere all'uomo che non siamo disponibili, o meglio, siamo disponibili solo al confronto in campo lavorativo, al confronto nella società, ma non siamo mai state, e non lo saremo mai, disponibili al divertimento dell'uomo.
Siamo in una società dove oramai la donna è svalutata al massimo dove anche se riusciamo ad ottenere un minimo di successo nella nostra vita, l'opinione pubblica ha sempre il dubbio che ci siamo concesse che ci siamo riuscite perchè donne e non per merito.
Ci sono tante femministe come me, che ogni giorno lottano contro questo pregiudizio, che quotidianamente cercano di essere trattate come Donne e non come semplici sgualdrine.
Siamo in poche a pensarla così, basta vedere quando è periodo di esami in una facoltà dove le donne iniziano ad andare a sostenere gli esami in minigonna e scollatura, sarò forse l'unica, o una delle poche, ma quando sostengo un esame felpa jeans e scarpette, perché voglio essere giudicata per quello che so e non per come appaio.
Essere femminista oggi è chiedere a chi abbiamo di fronte di vederci non come donne ma come esseri umani
mercoledì 23 marzo 2011
perché mi sento / non mi sento ITALIANA
vi siete chiesti perché vi sentite italiani? Vi siete chiesti cosa significa oggi essere italiani?
Io l'ho fatto, sono andata alla ricerca di risposte e le ho trovate nella quotidianità, nel mio modo di vedere il mondo; le ho trovate nella mia vita e in quella di chi mi circonda.
Io sono italiana perché la mattina mi sveglio con mia madre che mi apre la finestra e il cinguettio degli uccelli e il suono della campana della parrocchia;
mi sento italiana perché la scuola che ho sempre frequentato è pubblica e mi ha permesso di conoscere persone di ogni classe sociale crescendo senza pregiudizi e con la forza di affrontare il mondo;
mi sento italiana perché in un paesino, come il mio, di tremila abitanti abbiamo 4 bar come minimo e tutti i giorni si gioca a carte;
mi sento italiana perché ho imparato a giocare a biliardino prima ancora di capire cosa fosse il biliardino;
io sono italiana perché una bella partita a briscola e scopone non si rifiuta mai;
io sono italiana perché abito in uno dei numerosissimi comuni sperduti per la penisola;
io sono italiana perchè ho sentito parlare dei tedeschi e degli americani dai miei nonni che raccontavano la guerra;
io sono italiana perché ho ho sentito dei miei avi che hanno lottato per i propri diritti e per avere una costituzione;
io sono italiana perché a scuola ho studiato il latino, ma lo odio da morire;
io sono italiana perché ho dovuto leggere dante, e l'ho apprezzato solo dopo aver finito il liceo;
io sono italiana perché la mia storia è così complessa e articolata che neanche gli storici la conoscono bene;
sono italiana perché non c'è mattina senza giornale;
sono italiana perché almeno una volta nella vita ho fatto la fila all'ufficio postale;
sono italiana perché con 1 ora passo dal mare alla montagna;
sono italiana perché sono rimasta imbottigliata nel traffico di Roma;
sono italiana perché ho imparato ad apprezzare l'arte grazie allo studio della storia dell'arte;
sono italiana perché amo la musica;
sono italiana perché, come la maggior parte degli italiani, ho suonato uno strumento musicale;
sono italiana perché non c'è primo maggio senza concerto;
sono italiana perché le feste si fanno in famiglia con maxi pranzi;
sono italiana perché ho una nonna che come mi vede mi dice che sono dimagrita e si mette ai fornelli a cucinare;
sono italiana perché conosco tante persone con tantissimi dialetti diversi ma unite sotto la stessa bandiera;
sono italiana quando l'Italia batte la Francia 21-22;
ci sono tante cose bellissime che mi fanno amare la mia terra e il mio paese, ma purtroppo sono italiana anche quando le cose non vanno bene, e a volte non mi sento italiana;
io non mi sento italiana quando vedo l'ambiente deturpato;
io non mi sento italiana quando mi rendo conto che la mia costituzione non viene rispettata;
io non mi sento italiana quando sento parlare di corruzione;
io non mi sento italiana quando vedo L'Aquila ancora con le sue macerie;
io non mi sento italiana quando sento parlare di conflitto di interesse;
io non mi sento italiana quando penso alla morte di Falcone, Borsellino, Impastato,...
io non mi sento italiana quando sento che il mio stato entra in guerra;
non mi sento italiana se sento parlare di mafia;
io non mi sento italiana se sento cantare Apicella;
io non mi sento italiana quando vedo le ingerenze della chiesa sul nostro governo...
io non mi sento italiana quando Marchionne decide sulla sorte degli operai fiat;
io non mi sento italiana quando dopo un terremoto c'è gente che ride;
io non mi sento italiana quando non trionfa la meritocrazia ma la mignottocrazia;
io non mi sento italiana se la legge non è uguale per tutti;
io non mi sento italiana quando a scuola devo studiare religione cattolica;
io non mi sento italiana quando Borghezio insulta gli immigrati;
io non mi sento italiana quando sento che gli usa hanno basi militari sul mio territorio;
io non mi sento italiana quando ricordo la morte di Carlo Giuliani;
io non mi sento italiana quando una partita di calcio finisce nel sangue;
io non mi sento italiana quando sento che in alcune librerie vengono proibiti dei libri;
io non mi sento italiana quando … quando l'italia non è più una repubblica democratica fondata sul lavoro
Io SONO italiana e questo è l'importante;
io sono italiana e, nel bene e nel male, ciò non lo rinnegherò mai.....ma soprattutto spero che un giorno le motivazioni per le quali mi sento italiana aumentassero e quelle per le quali non mi sento tale tendino a scomparire
Io l'ho fatto, sono andata alla ricerca di risposte e le ho trovate nella quotidianità, nel mio modo di vedere il mondo; le ho trovate nella mia vita e in quella di chi mi circonda.
Io sono italiana perché la mattina mi sveglio con mia madre che mi apre la finestra e il cinguettio degli uccelli e il suono della campana della parrocchia;
mi sento italiana perché la scuola che ho sempre frequentato è pubblica e mi ha permesso di conoscere persone di ogni classe sociale crescendo senza pregiudizi e con la forza di affrontare il mondo;
mi sento italiana perché in un paesino, come il mio, di tremila abitanti abbiamo 4 bar come minimo e tutti i giorni si gioca a carte;
mi sento italiana perché ho imparato a giocare a biliardino prima ancora di capire cosa fosse il biliardino;
io sono italiana perché una bella partita a briscola e scopone non si rifiuta mai;
io sono italiana perché abito in uno dei numerosissimi comuni sperduti per la penisola;
io sono italiana perchè ho sentito parlare dei tedeschi e degli americani dai miei nonni che raccontavano la guerra;
io sono italiana perché ho ho sentito dei miei avi che hanno lottato per i propri diritti e per avere una costituzione;
io sono italiana perché a scuola ho studiato il latino, ma lo odio da morire;
io sono italiana perché ho dovuto leggere dante, e l'ho apprezzato solo dopo aver finito il liceo;
io sono italiana perché la mia storia è così complessa e articolata che neanche gli storici la conoscono bene;
sono italiana perché non c'è mattina senza giornale;
sono italiana perché almeno una volta nella vita ho fatto la fila all'ufficio postale;
sono italiana perché con 1 ora passo dal mare alla montagna;
sono italiana perché sono rimasta imbottigliata nel traffico di Roma;
sono italiana perché ho imparato ad apprezzare l'arte grazie allo studio della storia dell'arte;
sono italiana perché amo la musica;
sono italiana perché, come la maggior parte degli italiani, ho suonato uno strumento musicale;
sono italiana perché non c'è primo maggio senza concerto;
sono italiana perché le feste si fanno in famiglia con maxi pranzi;
sono italiana perché ho una nonna che come mi vede mi dice che sono dimagrita e si mette ai fornelli a cucinare;
sono italiana perché conosco tante persone con tantissimi dialetti diversi ma unite sotto la stessa bandiera;
sono italiana quando l'Italia batte la Francia 21-22;
ci sono tante cose bellissime che mi fanno amare la mia terra e il mio paese, ma purtroppo sono italiana anche quando le cose non vanno bene, e a volte non mi sento italiana;
io non mi sento italiana quando vedo l'ambiente deturpato;
io non mi sento italiana quando mi rendo conto che la mia costituzione non viene rispettata;
io non mi sento italiana quando sento parlare di corruzione;
io non mi sento italiana quando vedo L'Aquila ancora con le sue macerie;
io non mi sento italiana quando sento parlare di conflitto di interesse;
io non mi sento italiana quando penso alla morte di Falcone, Borsellino, Impastato,...
io non mi sento italiana quando sento che il mio stato entra in guerra;
non mi sento italiana se sento parlare di mafia;
io non mi sento italiana se sento cantare Apicella;
io non mi sento italiana quando vedo le ingerenze della chiesa sul nostro governo...
io non mi sento italiana quando Marchionne decide sulla sorte degli operai fiat;
io non mi sento italiana quando dopo un terremoto c'è gente che ride;
io non mi sento italiana quando non trionfa la meritocrazia ma la mignottocrazia;
io non mi sento italiana se la legge non è uguale per tutti;
io non mi sento italiana quando a scuola devo studiare religione cattolica;
io non mi sento italiana quando Borghezio insulta gli immigrati;
io non mi sento italiana quando sento che gli usa hanno basi militari sul mio territorio;
io non mi sento italiana quando ricordo la morte di Carlo Giuliani;
io non mi sento italiana quando una partita di calcio finisce nel sangue;
io non mi sento italiana quando sento che in alcune librerie vengono proibiti dei libri;
io non mi sento italiana quando … quando l'italia non è più una repubblica democratica fondata sul lavoro
Io SONO italiana e questo è l'importante;
io sono italiana e, nel bene e nel male, ciò non lo rinnegherò mai.....ma soprattutto spero che un giorno le motivazioni per le quali mi sento italiana aumentassero e quelle per le quali non mi sento tale tendino a scomparire
domenica 20 marzo 2011
Ne è scoppiata un altra. Altro sangue sangue versato per una guerra giusta?
ebbene si ne è scoppiata un'altra, un'altra guerra; questa volta qualcuno la chiama guerra giusta, qualcuno non la chiama neanche guerra semplicemente si crea una no fly zone, eppure le bombe vengono sganciate, i militari partono, e la terra trema sotto il rumore dei missili.
È una guerra di liberazione, ma è pur sempre una guerra.
Il popolo libanese ci ringrazia, ma non può essere lo straniero a liberare un popolo da un dittatore deve essere la popolazione stessa in grado di destituire il potere precostituito, perchè finché non ci sarà quella consapevolezza nella popolazione Gheddafi potrà anche essere destituito, ma sicuramente sarà già pronto il sostituto di turno. Ci vuole la cultura e la consapevolezza che purtroppo non si diffonde con i missili.
Sarà giusta questa guerra, sicuramente è giusto schierarsi contro un dittatore e difendere la popolazione, ma difendere con le armi? Difendere con la forza? L'unica guerra giusta è quella che non sarà mai combattuta, l'unica guerra giusta è quella che sarà combattuta con i libri e le penne.
È una guerra di liberazione, ma è pur sempre una guerra.
Il popolo libanese ci ringrazia, ma non può essere lo straniero a liberare un popolo da un dittatore deve essere la popolazione stessa in grado di destituire il potere precostituito, perchè finché non ci sarà quella consapevolezza nella popolazione Gheddafi potrà anche essere destituito, ma sicuramente sarà già pronto il sostituto di turno. Ci vuole la cultura e la consapevolezza che purtroppo non si diffonde con i missili.
Sarà giusta questa guerra, sicuramente è giusto schierarsi contro un dittatore e difendere la popolazione, ma difendere con le armi? Difendere con la forza? L'unica guerra giusta è quella che non sarà mai combattuta, l'unica guerra giusta è quella che sarà combattuta con i libri e le penne.
domenica 13 marzo 2011
Vi spiego perché" io dico no al nucleare"
sono contraria al nucleare e non dopo quello che sta succedendo in Giappone, sono sempre stata contraria al nucleare per, tanti e troppi motivi che provo ad elencare....
L'enel ha acquistato il famosissimo progetto EPR progetto ritenuto nuovo, ma effettivamente è la stessa pappa che i francesi costruivano già anni fa, tralasciando questo particolare, l'Italia ha deciso di stanziare tre milioni a centrale.... in Finlandia la costruzione dello stesso progetto è arrivata a costare 7 milioni e siamo ancora nella fase iniziale, gli operai hanno dichiarato di non saper costruire un reattore e le loro condizioni di lavoro non rispettano gli standard minimi di diritto al lavoro; come facciamo a costruire una centrale con 3 miliardi? La risposta è purtroppo semplice risparmieremo su cose essenziali come l'enel ha già fatto nell'est Europa dove ha costruito centrali prive di scudo di difesa aerea in modo da favorire eventuali attentati terroristici.
Vogliamo parlare delle scorie? Non esiste una gestione a lungo termine di queste ultime, in Germania hanno inquinato una intera falda acquifera perché avevano costruito un deposito radioattivo in una grotta non considerando le infiltrazioni di acqua, quest'ultima ha iniziato a penetrare in profondità inondando i locali dove erano depositate le scorie. In Inghilterra dove anche noi italiani abbiamo mandato a far lavorare le scorie di un anno di attività di nucleare la zona intorno alla industria è altamente radioattiva. Per non parlare degli scarti della lavorazione dell'uranio che, non considerati radioattivi, in Francia sono stati usati come riempimento per una intera città che è attualmente radioattiva e i casi di leucemie sono elevatissimi.
No possiamo purtroppo tralasciare gli studi che dimostrano, sia in Germania che in Francia, l'elevata presenza di casi di leucemia nei pressi delle centrali; numerosissimi sono gli studi di persone che hanno notato che la fuoriuscita di materiale radioattivo dalle centrali è al di sopra dei valori consentiti dalla legge.
Sono dell'idea che non valga la pena di correre rischi così grandi per ottenere energia che potremmo ricavare anche dalle fonti alternative quali eolico idroelettrico e solare...
Sono dell'idea che buttarsi nel nucleare sia rischioso per tutti noi soprattutto in uno stato ad alto livello sismico.
L'enel ha acquistato il famosissimo progetto EPR progetto ritenuto nuovo, ma effettivamente è la stessa pappa che i francesi costruivano già anni fa, tralasciando questo particolare, l'Italia ha deciso di stanziare tre milioni a centrale.... in Finlandia la costruzione dello stesso progetto è arrivata a costare 7 milioni e siamo ancora nella fase iniziale, gli operai hanno dichiarato di non saper costruire un reattore e le loro condizioni di lavoro non rispettano gli standard minimi di diritto al lavoro; come facciamo a costruire una centrale con 3 miliardi? La risposta è purtroppo semplice risparmieremo su cose essenziali come l'enel ha già fatto nell'est Europa dove ha costruito centrali prive di scudo di difesa aerea in modo da favorire eventuali attentati terroristici.
Vogliamo parlare delle scorie? Non esiste una gestione a lungo termine di queste ultime, in Germania hanno inquinato una intera falda acquifera perché avevano costruito un deposito radioattivo in una grotta non considerando le infiltrazioni di acqua, quest'ultima ha iniziato a penetrare in profondità inondando i locali dove erano depositate le scorie. In Inghilterra dove anche noi italiani abbiamo mandato a far lavorare le scorie di un anno di attività di nucleare la zona intorno alla industria è altamente radioattiva. Per non parlare degli scarti della lavorazione dell'uranio che, non considerati radioattivi, in Francia sono stati usati come riempimento per una intera città che è attualmente radioattiva e i casi di leucemie sono elevatissimi.
No possiamo purtroppo tralasciare gli studi che dimostrano, sia in Germania che in Francia, l'elevata presenza di casi di leucemia nei pressi delle centrali; numerosissimi sono gli studi di persone che hanno notato che la fuoriuscita di materiale radioattivo dalle centrali è al di sopra dei valori consentiti dalla legge.
Sono dell'idea che non valga la pena di correre rischi così grandi per ottenere energia che potremmo ricavare anche dalle fonti alternative quali eolico idroelettrico e solare...
Sono dell'idea che buttarsi nel nucleare sia rischioso per tutti noi soprattutto in uno stato ad alto livello sismico.
mercoledì 9 marzo 2011
L'alienazione...Perchè mi sembra di camminare sul viale Karl Johan di Munch e non solo grazie a Marchionne
Non so se tutti avete presente il dipinto di Munch “Sera sul viale Karl Johan”, diciamo che è uno dei quadri che rappresenta nel migliore dei modi l'alienazione delle persone dopo la rivoluzione industriale.
Ebbene a volte mi sembra di camminare nella stessa strada ma di percorrerla al contrario, mi ritrovo di fronte persone che corrono, gente che senza un minimo di personalità segue il flusso della massa e cosa più spaventosa, nei loro occhi si legge il vuoto; Marx aveva ragione il capitalismo porta l'uomo ad essere solo una macchina nelle mani del Marchionne di turno, compromette quella che è la definizione di essere umano trasformandolo in un semplice ingranaggio che, come diceva Dickens, “worked monotonously up and down like the head of an elephant in a state of melancholy madness”[coketown].
Lavorare in catena di montaggio deve essere atroce, l'operaio arriva a “rompersi” dopo decine di volte che ha fatto lo stesso movimento, eppure gli stipendi sono da fame e le condizioni di lavoro non sono certo delle migliori; eppure sono trascorsi anni di lotta operaia, abbiamo ottenuto dei diritti, ma questi diritti sono stati calpestati(vedi la fiat) in nome della globalizzazione e della concorrenza di stati dove la manodopera è a minor costo.
Ma non dovrebbe funzionare così, non dovremmo essere noi a subire la globalizzazione di un modello economico che sfrutta il lavoratore, dovremmo essere noi gli esportatori dei diritti fondamentali dell'operaio, dovremmo essere noi ad andare in Cina e mostrare agli operai cinesi che esiste un minimo sindacale, che la giornata lavorativa deve essere di otto ore, che la malattia deve essere retribuita, insomma dobbiamo essere noi a globalizzare con la cultura, dobbiamo esportare “gli occhiali” che permettono alla popolazione di osservare in maniera critica la propria condizione sociale e gli consentano di costruire le basi per ribellarsi.
Noi siamo le multinazionali che sfruttano, noi siamo i consumisti che importano prodotti figli del lavoro sottopagato, e siamo quindi noi stessi gli autori del nuovo contratto fiat, siamo noi che con l'idea “tanto sfruttano i cinesi non noi” ci ritroviamo a vedere i nostri diritti finiti nel cesso...
Prima di lottare contro Marchionne, prima di chiedere più diritti, direi che sia il caso di globalizzare il mondo con i diritti fondamentali perchè non possiamo usare due pesi e due misure.... un operaio cinese è come un operaio italiano e non possiamo sfruttarlo. Imponiamo alle nostre multinazionali il rispetto dell'operaio, imponiamo il rispetto dell'essere umano.
Ebbene a volte mi sembra di camminare nella stessa strada ma di percorrerla al contrario, mi ritrovo di fronte persone che corrono, gente che senza un minimo di personalità segue il flusso della massa e cosa più spaventosa, nei loro occhi si legge il vuoto; Marx aveva ragione il capitalismo porta l'uomo ad essere solo una macchina nelle mani del Marchionne di turno, compromette quella che è la definizione di essere umano trasformandolo in un semplice ingranaggio che, come diceva Dickens, “worked monotonously up and down like the head of an elephant in a state of melancholy madness”[coketown].
Lavorare in catena di montaggio deve essere atroce, l'operaio arriva a “rompersi” dopo decine di volte che ha fatto lo stesso movimento, eppure gli stipendi sono da fame e le condizioni di lavoro non sono certo delle migliori; eppure sono trascorsi anni di lotta operaia, abbiamo ottenuto dei diritti, ma questi diritti sono stati calpestati(vedi la fiat) in nome della globalizzazione e della concorrenza di stati dove la manodopera è a minor costo.
Ma non dovrebbe funzionare così, non dovremmo essere noi a subire la globalizzazione di un modello economico che sfrutta il lavoratore, dovremmo essere noi gli esportatori dei diritti fondamentali dell'operaio, dovremmo essere noi ad andare in Cina e mostrare agli operai cinesi che esiste un minimo sindacale, che la giornata lavorativa deve essere di otto ore, che la malattia deve essere retribuita, insomma dobbiamo essere noi a globalizzare con la cultura, dobbiamo esportare “gli occhiali” che permettono alla popolazione di osservare in maniera critica la propria condizione sociale e gli consentano di costruire le basi per ribellarsi.
Noi siamo le multinazionali che sfruttano, noi siamo i consumisti che importano prodotti figli del lavoro sottopagato, e siamo quindi noi stessi gli autori del nuovo contratto fiat, siamo noi che con l'idea “tanto sfruttano i cinesi non noi” ci ritroviamo a vedere i nostri diritti finiti nel cesso...
Prima di lottare contro Marchionne, prima di chiedere più diritti, direi che sia il caso di globalizzare il mondo con i diritti fondamentali perchè non possiamo usare due pesi e due misure.... un operaio cinese è come un operaio italiano e non possiamo sfruttarlo. Imponiamo alle nostre multinazionali il rispetto dell'operaio, imponiamo il rispetto dell'essere umano.
domenica 6 marzo 2011
quell'uguaglianza.....che non riusciremo mai a raggiungere
Noi donne crediamo nella parità dei sessi, almeno nella parità legale e di dignità...
Ma quando usciamo di casa sole è li che la nostra uguaglianza sparisce, giriamo un angolo e abbiamo sempre il terrore che qualcuno possa farci del male, sali su un autobus e il più delle volte non sai neanche se puoi fidarti dell'autista, metti le cuffiette e inizia a fare finta di leggere un libro in modo tale che nessuno possa importunarti ma conteporaneamente hai le "antenne alzate" per captare tutto ciò che ti succede attorno, tutto ciò che ti circonda.
Una donna sola, è l'essere più indifeso e meno tutelato sulla faccia della terra; è questa la realtà dei fatti e temo che resterà così per sempre.
Ma quando usciamo di casa sole è li che la nostra uguaglianza sparisce, giriamo un angolo e abbiamo sempre il terrore che qualcuno possa farci del male, sali su un autobus e il più delle volte non sai neanche se puoi fidarti dell'autista, metti le cuffiette e inizia a fare finta di leggere un libro in modo tale che nessuno possa importunarti ma conteporaneamente hai le "antenne alzate" per captare tutto ciò che ti succede attorno, tutto ciò che ti circonda.
Una donna sola, è l'essere più indifeso e meno tutelato sulla faccia della terra; è questa la realtà dei fatti e temo che resterà così per sempre.
l'8 marzo non è una festa con spogliarellista.....l'8 marzo è una commemorazione delle nostre antenate morte per donarci la dignità
l'otto marzo come ogni anno si festeggia la festa della donna...
la gente cosa fa di solito questo giorno? Va a spettacoli x le donne spogliarelli e feste dedicate al divertimento, ma l'8 marzo non è questo.
In questo giorno si commemorano le centinaia di donne che hanno creduto di poter ottenere l'uguaglianza, si commemorano le femministe che hanno lottato per difendere i prorpi diritti.
Che messaggio diamo se questa festa la passiamo a commemorare uno spogliarellista, che messaggio diamo alle tante bambine che ci guardano e che poi diventeranno le future Ruby per il notro premier?
Quest'anno più degli altri l'otto marzo dovrà mostrare la donna come è veramente e rinnegare il concetto che passa attraverso la politica e le tv.
Quest'anno l'8 marzo....dovrà essere veramente la FESTA DELLA DONNA....nn un divertimento
la gente cosa fa di solito questo giorno? Va a spettacoli x le donne spogliarelli e feste dedicate al divertimento, ma l'8 marzo non è questo.
In questo giorno si commemorano le centinaia di donne che hanno creduto di poter ottenere l'uguaglianza, si commemorano le femministe che hanno lottato per difendere i prorpi diritti.
Che messaggio diamo se questa festa la passiamo a commemorare uno spogliarellista, che messaggio diamo alle tante bambine che ci guardano e che poi diventeranno le future Ruby per il notro premier?
Quest'anno più degli altri l'otto marzo dovrà mostrare la donna come è veramente e rinnegare il concetto che passa attraverso la politica e le tv.
Quest'anno l'8 marzo....dovrà essere veramente la FESTA DELLA DONNA....nn un divertimento
mercoledì 2 marzo 2011
Considerate se l'immigrato è un uomo......
lavora per pochi euro al mese, ovviamente in nero senza alcuna sicurezza sul posto di lavoro; il più delle volte fa i lavori che noi italiani non faremmo mai eppure si sente dire “vieni in Italia e ci rubi il lavoro”. Partono da posti dimenticati dal mondo dove la fame e le guerre minano l'esistenza umana, intraprendono i famosi viaggi della speranza e arrivano in centri di accoglienza affollatissimi dove è carente qualsiasi cosa...anche lo spazio vitale.
Sfruttati, umiliati e privati della loro dignità hanno la forza di entrare in italia, uno stato dove il più delle volte l'immigrato è visto come il delinquente, il cattivo.
Ma siamo noi che li facciamo diventare così li sfruttiamo li facciamo vivere in condizioni disumane, ho visto gente affittare stalle prive di ogni condizione igienica a immigrati....e poi diciamo che sono gente incivile.....chi è l'incivile l'italiano che ci guadagna affittando una stalla per animali o l'immigrato che chiede solo la speranza?
L'immigrato è un uomo, l'immigrato è un cittadino del mondo, l'immigrato dovrebbe essere considerato come un nostro fratello ed invece...
Ed invece troppo spesso siamo razzisti, di quel razzismo subdolo che non si vede in superficie, ma è nascosto sotto dei falsi sorrisi, quel razzismo che ci permette di affittare un monolocale a 3 famiglie immigrate, quel razzismo che ci permette di offrire lavoro per pochi euro ad una persona solo perchè non italiana....quel razzismo che fa più male del sentirsi dire “sporco immigrato”
L'immigrato è un uomo....ma in queste condizioni può essere definito tale?
Sfruttati, umiliati e privati della loro dignità hanno la forza di entrare in italia, uno stato dove il più delle volte l'immigrato è visto come il delinquente, il cattivo.
Ma siamo noi che li facciamo diventare così li sfruttiamo li facciamo vivere in condizioni disumane, ho visto gente affittare stalle prive di ogni condizione igienica a immigrati....e poi diciamo che sono gente incivile.....chi è l'incivile l'italiano che ci guadagna affittando una stalla per animali o l'immigrato che chiede solo la speranza?
L'immigrato è un uomo, l'immigrato è un cittadino del mondo, l'immigrato dovrebbe essere considerato come un nostro fratello ed invece...
Ed invece troppo spesso siamo razzisti, di quel razzismo subdolo che non si vede in superficie, ma è nascosto sotto dei falsi sorrisi, quel razzismo che ci permette di affittare un monolocale a 3 famiglie immigrate, quel razzismo che ci permette di offrire lavoro per pochi euro ad una persona solo perchè non italiana....quel razzismo che fa più male del sentirsi dire “sporco immigrato”
L'immigrato è un uomo....ma in queste condizioni può essere definito tale?
domenica 27 febbraio 2011
io...figlia della scuola pubblica..... Vi spiego perchè Silvio ha paura della scuola pubblica
Non c'è una cultura privata ed una pubblica, la cultura è di tutti ed in quanto tale può essere solo pubblica..... Non può quindi esserci una scuola privata, perchè nessuno deve pagare per accrescere la propria cultura.
Premettendo ciò vorrei rispondere al presidente del consiglio......ebbene si caro Silvio io sono una di quelle decine di persone che si è formata e continua a farlo nella scuola pubblica.
Sono figlia di una scuola pubblica dove i docenti amano il loro lavoro e lo fanno in condizioni sfavorevoli costretti a sentirsi denigrati in continuazione da chi li governa, costretti a sentirsi trattati come pezze da piedi da genitori che più che essere interessati all'istruzione dei propri figli pensano solo a fare bella figura. Insegnanti che lavorano nonostante delle riforme che glielo impediscono perchè tengono a cuore il futuro degli alunni e il futuro della società.
Nella scuola si cerca di trasmette non solo il sapere ma anche dei valori morali, è forse questo che la spaventa? La spaventa che la scuola insegni ai giovani che andare a letto con il presidente del consiglio per raggiungere cariche importanti non sia giusto? Ha paura che i giovani imparino che la legge sia uguale per tutti? Ha paura che gli insegnanti insegnino l'uguaglianza e il rispetto? Tutto ciò ovviamente va contro ciò che lei ha oramai inculcato nella massa dei genitori grazie alle sue televisioni.....ecco cosa le da fastidio, lei non sopporta che la scuola non insegni il grande fratello, lei non sopporta che la scuola non insegni alle bambine a fare le veline, lei non sopporta che la scuola insegni ai giovani a ragionare e ad avere spirito critico.
La scuola mi ha portato ad analizzare la realtà, non saprò fare la velina, non vorrò mai farlo, ma ho una mia personalità so prendere decisioni e soprattutto riconosco quando gente come lei dice le stronzate.
Caro presidente mi dispiace informarla che la sua paura della scuola pubblica è fondata, del resto lei non può permettersi di avere nuove generazioni che riescono a capire che lei sta indottrinando la massa con le sue televisioni per detenere il potere, non può avere dei giovani che alle prossime elezioni voteranno con il cervello, non può permettersi insomma un popolo colto perchè lei può solo essere il presidente di un popolo ignorante indottrinato da scuole pubbliche da lei finanziate.
Premettendo ciò vorrei rispondere al presidente del consiglio......ebbene si caro Silvio io sono una di quelle decine di persone che si è formata e continua a farlo nella scuola pubblica.
Sono figlia di una scuola pubblica dove i docenti amano il loro lavoro e lo fanno in condizioni sfavorevoli costretti a sentirsi denigrati in continuazione da chi li governa, costretti a sentirsi trattati come pezze da piedi da genitori che più che essere interessati all'istruzione dei propri figli pensano solo a fare bella figura. Insegnanti che lavorano nonostante delle riforme che glielo impediscono perchè tengono a cuore il futuro degli alunni e il futuro della società.
Nella scuola si cerca di trasmette non solo il sapere ma anche dei valori morali, è forse questo che la spaventa? La spaventa che la scuola insegni ai giovani che andare a letto con il presidente del consiglio per raggiungere cariche importanti non sia giusto? Ha paura che i giovani imparino che la legge sia uguale per tutti? Ha paura che gli insegnanti insegnino l'uguaglianza e il rispetto? Tutto ciò ovviamente va contro ciò che lei ha oramai inculcato nella massa dei genitori grazie alle sue televisioni.....ecco cosa le da fastidio, lei non sopporta che la scuola non insegni il grande fratello, lei non sopporta che la scuola non insegni alle bambine a fare le veline, lei non sopporta che la scuola insegni ai giovani a ragionare e ad avere spirito critico.
La scuola mi ha portato ad analizzare la realtà, non saprò fare la velina, non vorrò mai farlo, ma ho una mia personalità so prendere decisioni e soprattutto riconosco quando gente come lei dice le stronzate.
Caro presidente mi dispiace informarla che la sua paura della scuola pubblica è fondata, del resto lei non può permettersi di avere nuove generazioni che riescono a capire che lei sta indottrinando la massa con le sue televisioni per detenere il potere, non può avere dei giovani che alle prossime elezioni voteranno con il cervello, non può permettersi insomma un popolo colto perchè lei può solo essere il presidente di un popolo ignorante indottrinato da scuole pubbliche da lei finanziate.
sabato 26 febbraio 2011
I have a dream...... i miei sogni
Martin Luther King aveva tanti sogni, primo fra i tanti l'uguaglianza fra neri e bianci....e il 23 agosto 1963 gridò i suoi sogni al mondo e alla società....
Ognuno di noi ha in se un po' di Martin Luther King, ognuno di noi ha i suoi piccoli sogni....
Sogno un giorno di svegliarmi in un mondo pieno di persone che si salutino come fratelli, di gente capace di amare e che rifiuti l'odio l'assassinio e la violenza, una massa in grado di ragionare, un popolo sveglio e colto in grado di opporsi e lottare.... non sogno l'impossibile sogno semplicemente qualcosa di migliore ed è per questo che non sono utopica ma sono semplicemente una sognatrice come Martin Luther King
Forse sono troppo ottimista....ma sono convinta che in ognuno di noi c'è un sognatore ognuno di noi ha voglia di gridarli i propri sogni per vederli realizzati, ognuno di noi vorrebbe essere oradavanti al Lincoln Memorial di Washington e gridare...I have a dream......
Ognuno di noi ha in se un po' di Martin Luther King, ognuno di noi ha i suoi piccoli sogni....
Sogno un giorno di svegliarmi in un mondo pieno di persone che si salutino come fratelli, di gente capace di amare e che rifiuti l'odio l'assassinio e la violenza, una massa in grado di ragionare, un popolo sveglio e colto in grado di opporsi e lottare.... non sogno l'impossibile sogno semplicemente qualcosa di migliore ed è per questo che non sono utopica ma sono semplicemente una sognatrice come Martin Luther King
Forse sono troppo ottimista....ma sono convinta che in ognuno di noi c'è un sognatore ognuno di noi ha voglia di gridarli i propri sogni per vederli realizzati, ognuno di noi vorrebbe essere oradavanti al Lincoln Memorial di Washington e gridare...I have a dream......
Berlusconi in....una settimana da Silvia
Per una settimana vorrei vederlo nei panni di una donna....ma non una di quelle solite stronzate che vediamo nei film dove l'uomo è costretto a subire la ceretta e cose del genere vorrei vederlo nei panni di una vera donna....
vorrei vedere Silvio/a uscire di casa la sera e avere paura, quella paura che hanno le donne quando sole la sera devono rientrare a casa e puntualmente c'è qualcuno che le segue qualcuno che le importuna....e se tutto va bene riesce a rientrare cn il cuoe a mille e con la stessa velocita che ha Bolt nei 100 metri. Vorrei vederla sul posto di lavoro...con il suo collega di sesso opposto che guadagna più di lei a parità di mansioni; vorrei vederla rientrare a casa dopo le 8 ore lavorative e dover sistemare la casa; vorrei vederla sposata cn un marito padrone e violento; vorrei vederla licenziata perche incinta; vorrei vederla umiliata quando parla con qualcuno che la guarda solo perchè donna, perche ha un seno e non la ascolta minimamente; vorrei vederla lapidata perchè ha lasciato il marito; vorrei vederla davanti alla tv ad ascoltare che qualcuno siede in parlamento xkè ha passato una notte con il presidente; vorrei vederla se le dicessero che non può decidere sull'aborto; vorrei vederla se il suo medico le nega la pillola del giorno dopo; vorrei vederla in chiesa con il maschilismo che traspare da tutto il clero; vorrei vederla in tante altre occasioni che noi donne viviamo tutti i giorni e che lei neanche può immaginare....
essere donna nel 2011 non è facile soprattutto se il governo e le istituzioni non ci tutelano;
essere donna nel 2011 non è facile perchè lei e le sue televisioni continuano a far passare l'idea che la donna sia solo un oggetto del desiderio, sia solo uno strumento per il piacere maschile.....la donna è altro presidente la donna è un essere umano che difenderà la prorpia dignità anche davanti a gente come lei che non fa altro che denigrare la nostra immagine
Presidente sono donna ed in quanto tale mi sento offesa da lei!!!!!
vorrei vedere Silvio/a uscire di casa la sera e avere paura, quella paura che hanno le donne quando sole la sera devono rientrare a casa e puntualmente c'è qualcuno che le segue qualcuno che le importuna....e se tutto va bene riesce a rientrare cn il cuoe a mille e con la stessa velocita che ha Bolt nei 100 metri. Vorrei vederla sul posto di lavoro...con il suo collega di sesso opposto che guadagna più di lei a parità di mansioni; vorrei vederla rientrare a casa dopo le 8 ore lavorative e dover sistemare la casa; vorrei vederla sposata cn un marito padrone e violento; vorrei vederla licenziata perche incinta; vorrei vederla umiliata quando parla con qualcuno che la guarda solo perchè donna, perche ha un seno e non la ascolta minimamente; vorrei vederla lapidata perchè ha lasciato il marito; vorrei vederla davanti alla tv ad ascoltare che qualcuno siede in parlamento xkè ha passato una notte con il presidente; vorrei vederla se le dicessero che non può decidere sull'aborto; vorrei vederla se il suo medico le nega la pillola del giorno dopo; vorrei vederla in chiesa con il maschilismo che traspare da tutto il clero; vorrei vederla in tante altre occasioni che noi donne viviamo tutti i giorni e che lei neanche può immaginare....
essere donna nel 2011 non è facile soprattutto se il governo e le istituzioni non ci tutelano;
essere donna nel 2011 non è facile perchè lei e le sue televisioni continuano a far passare l'idea che la donna sia solo un oggetto del desiderio, sia solo uno strumento per il piacere maschile.....la donna è altro presidente la donna è un essere umano che difenderà la prorpia dignità anche davanti a gente come lei che non fa altro che denigrare la nostra immagine
Presidente sono donna ed in quanto tale mi sento offesa da lei!!!!!
venerdì 25 febbraio 2011
Siamo realmete liberi....o la nostra è solo una libertà apparente?
Siamo liberi di vestirci, siamo liberi di andare al supermercato, siamo liberi di accendere la televisione ma lo siamo realmente o è tutta una apparenza, una semplice illusione?
Quando andiamo al supermercato, siamo liberi di scegliere fra decine di prodotti....ma realmente scegliamo solo fra quello che il proprietario del supermercato ha deciso di farci scegliere; quando ci vestiamo siamo purtroppo dettati a seguire la moda; quando accendiamo la televisione vuoi o non vuoi sempre le stesse porcate finiamo a vedere.....e allora possiamo dirci liberi?
E.Lee Masters in una sua poesia dell'antologia di Spoon River afferma che una capretta legata ad un palo è libera di muoversi per la lunghezza della sua corda, ma ovviamente questa non è libera è limitata dalla fune..
Questa è la definizione che nel migliore dei modi descrive la nostra vita e la nostra "libertà".
Si sa l'uomno ha sacrificato una parte della sua libertà per acquistare un po' di sicurezza....ma fino a quanto siamo disposti a sacrificarci? fino a quando siamo disposti a rimanbere legati a quella fune? I governi e i potenti si divertono a vederci legati e accorciano sempre più questa fune e noi purtroppo non replichiamo, non abbiamo il coraggio di rompere questo vincolo perchè purtroppo siamo oramai assuefatti a vivere legati, ci siamo affezionati al nostro collare, alla nostra fune che oramai non le notiamo neanche più.
Dobbiamo capire che la corda oramai è diventata troppo corta, dobbiamo capire che chi sta al potere continua ad accorciarla e noi non ce ne accorciamo perchè siamo impegnati a guardare il grande fratello, perchè dobbiamo decidere chi eliminare dall'isola dei famosi oppure siamo impegnati a televotare il concorrente più deficente di qualche programma alla ricerca di nuovi talenti; ecco come ci stanno prendendo in giro, ci stanno facendo credere che alla fine siamo liberi di decidere tra un cantante al posto di un altro, ma la libertà non è questa.....La libertà è manifestare liberamente le prorpie idee, la libertà è scioperare senza essere licenziati, la libertà è andare il biblioteca e prendere un libro senza sentirsi dire che non ci sono più perchè qualche governatore fanatico li ha fatti ritirare dal commercio, libertà è poter uscire fuori di casa e non essere rapita o stuprata, libertà è giocare come un bambino e non essere costretto a diventare un bambino soldato, libertà è crescere in un mondo di pace senza odio e violenza..... libertà è vivere e purtroppo sempre più noi ci stiamo facendo togliere la vita.
Un giorno....la piccola capretta.....non aveva più erba da brucare perchè oramai l'aveva finita tutta.....decise di fare un piccolo sforzo e rompere la catena ..... un giorno la capretta diventerà libera
Quando andiamo al supermercato, siamo liberi di scegliere fra decine di prodotti....ma realmente scegliamo solo fra quello che il proprietario del supermercato ha deciso di farci scegliere; quando ci vestiamo siamo purtroppo dettati a seguire la moda; quando accendiamo la televisione vuoi o non vuoi sempre le stesse porcate finiamo a vedere.....e allora possiamo dirci liberi?
E.Lee Masters in una sua poesia dell'antologia di Spoon River afferma che una capretta legata ad un palo è libera di muoversi per la lunghezza della sua corda, ma ovviamente questa non è libera è limitata dalla fune..
Questa è la definizione che nel migliore dei modi descrive la nostra vita e la nostra "libertà".
Si sa l'uomno ha sacrificato una parte della sua libertà per acquistare un po' di sicurezza....ma fino a quanto siamo disposti a sacrificarci? fino a quando siamo disposti a rimanbere legati a quella fune? I governi e i potenti si divertono a vederci legati e accorciano sempre più questa fune e noi purtroppo non replichiamo, non abbiamo il coraggio di rompere questo vincolo perchè purtroppo siamo oramai assuefatti a vivere legati, ci siamo affezionati al nostro collare, alla nostra fune che oramai non le notiamo neanche più.
Dobbiamo capire che la corda oramai è diventata troppo corta, dobbiamo capire che chi sta al potere continua ad accorciarla e noi non ce ne accorciamo perchè siamo impegnati a guardare il grande fratello, perchè dobbiamo decidere chi eliminare dall'isola dei famosi oppure siamo impegnati a televotare il concorrente più deficente di qualche programma alla ricerca di nuovi talenti; ecco come ci stanno prendendo in giro, ci stanno facendo credere che alla fine siamo liberi di decidere tra un cantante al posto di un altro, ma la libertà non è questa.....La libertà è manifestare liberamente le prorpie idee, la libertà è scioperare senza essere licenziati, la libertà è andare il biblioteca e prendere un libro senza sentirsi dire che non ci sono più perchè qualche governatore fanatico li ha fatti ritirare dal commercio, libertà è poter uscire fuori di casa e non essere rapita o stuprata, libertà è giocare come un bambino e non essere costretto a diventare un bambino soldato, libertà è crescere in un mondo di pace senza odio e violenza..... libertà è vivere e purtroppo sempre più noi ci stiamo facendo togliere la vita.
Un giorno....la piccola capretta.....non aveva più erba da brucare perchè oramai l'aveva finita tutta.....decise di fare un piccolo sforzo e rompere la catena ..... un giorno la capretta diventerà libera
Si rinizia...... il mio nuovo blog!!!!!!!!!!!!
Finalmente è finito il mio primo semestre universitario ho dato i miei primi esami.....e posso riniziarmi a dedicare a scrivere e a gestire un blog.....
Il titolo del blog prende spunto da uno dei miei libri preferiti 1984 di Orwel; con questa frase voglio sottolineare che il mio blog non sarà uno di quelli allineati con il pensiero della classe dominante e non sarà un blog che seguirà la mssa addomesticata dal potere (e quindi come accade nel libro di Orwell poratata a dire che 2+2=5), ma sarà un blog dove si cercherà di dar voce a chi ancora è fermo nel credere che 2+2 sia 4 .... è uno spazio dove scriverò mostrando che nel 2011 si deve lottare per cercare di affermare la verità e cercare di distruggere le menzogne che ci vengono inculcate dai mass media assoggiocati al potere...
Internet è ancora uno dei pochi sistemi di informazione liberi....è per questo che dobbiamo usarlo nel migliore dei modi e diffondere il nostro pensiero ..... Adesso inizia il divertimento.... Spero vi piaccia il mio progetto e spero possiate divertirvi con me
Il titolo del blog prende spunto da uno dei miei libri preferiti 1984 di Orwel; con questa frase voglio sottolineare che il mio blog non sarà uno di quelli allineati con il pensiero della classe dominante e non sarà un blog che seguirà la mssa addomesticata dal potere (e quindi come accade nel libro di Orwell poratata a dire che 2+2=5), ma sarà un blog dove si cercherà di dar voce a chi ancora è fermo nel credere che 2+2 sia 4 .... è uno spazio dove scriverò mostrando che nel 2011 si deve lottare per cercare di affermare la verità e cercare di distruggere le menzogne che ci vengono inculcate dai mass media assoggiocati al potere...
Internet è ancora uno dei pochi sistemi di informazione liberi....è per questo che dobbiamo usarlo nel migliore dei modi e diffondere il nostro pensiero ..... Adesso inizia il divertimento.... Spero vi piaccia il mio progetto e spero possiate divertirvi con me
Iscriviti a:
Commenti (Atom)





















