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martedì 13 dicembre 2011

difendere i propri diritti oggi sembra impossibile....ma non lo è

Dopo vent'anni di vita hai delle piccole certezze, come la sicurezza che ognuno di noi ha una dignità preservata da dei diritti fondamentali, sai che non ovunque sono rispettati, sai che forse anche nell'appartamento al fianco al tuo una colf viene sfruttata e pagata in nero, sai che c'è ancora gente che muore di fame e guerra, ci stai male, lotti affinché tutti li abbiano , ma realmente non potrai mai provare cosa sentono coloro che se li vedono cancellare tutti i giorni; pensi che con la cultura e il dialogo tutti possano avere un giorno dei diritti e una dignità, ma in realtà, finché non viene toccato direttamente un qualcosa che ti riguardi non potrai mai capire cosa significa esserne privo.
Io personalmente ho sempre creduto che i diritti di tutti vadano difesi e che bisogna lottare per questo, ma non mi sono mai sentita come oggi, come quando chi ha il coltello dalla parte del manico comanda e tu sei li ad eseguire e a non poter fare nulla, a non poter dire nulla, la rabbia che ti sale dentro... e niente e nessuno che potrà difenderti. Perché se il professore arriva e invece di iniziare lezione alle 15 inizia alle 14, senza darti 10 minuti di pausa pranzo, senza il minimo preavviso... oltre a violare il mio diritto alla pausa pranzo ha violato il mio diritto fondamentale di studente a seguire la lezione, visto che siamo arrivati in aula quasi tutti alle 15.
Che fai in queste situazioni, prendi la roba ed esci dall'aula, perchè non puoi seguire la lezione perché sei troppo nervosa? Con chi te la prendi? Puoi dirlo al preside, ma oramai che può fare, la lezione l'hai persa e ti senti inutile e insignificante, addirittura inutile per un docente, che senza alunni non avrebbe ragione di esistere. Ti hanno cancellato un diritto, anche se piccolo, anche se non paragonabile ai diritti cancellati ai lavoratori in Italia in questi anni, eppure ti senti ferito, ti senti come, se non avessi un minimo di dignità. Il diritto ce l'hai, ma non puoi difenderlo, perché chi sta sopra di te ha il potere di portartelo via e tu non riesci ad avere la forza di riprendertelo.

Il punto fondamentale è proprio questo, fino a che punto possiamo dire di riuscire a difendere i nostri diritti? Fino a che punto possiamo considerarci uomini liberi e che hanno una dignità se non riusciamo ad avere una pausa pranzo?
Non so rispondermi, so solo farmi tante domande alle quali spero di trovare un giorno risposta.
Vale la pena scendere in piazza a scioperare se il capo non ci sente? Creare disservizio se lo andiamo a procurare solo ai nostri colleghi e non ai nostri capi? Prendete lo sciopero degli insegnanti, crea disservizio alle famiglie operaie perchè non sanno dove mandare i figli, tanto i figli dei padroni stanno nelle scuole private, lo stato incamera gli stipendi di quel giorno di sciopero, quello che mi chiedo è se ne valga la pena. Vale la pena gridare insieme alla folla in piazza quando chi tiene il coltello dalla parte del manico è in una casa insonorizzata?
Difendere i propri diritti oggi....sta diventando impossibile, ma arrendersi significa consegnare la nostra dignità nelle mani di chi governa, oggi lottare può sembrare più difficile, ma è nostro dovere farlo

domenica 20 novembre 2011

mano male che monti c'è?

è tanto che non scrivo, sapete il tempo è poco e lo studio tanto :).
Berlusconi si è dimesso, è arrivato Monti e stiamo sperando che qualcosa possa cambiare, che la politica diventi vera politica...
Mario monti è figlio dell'economia e di una università privata, la sua squadra di governo viene tutta dall'elit universitaria, ma non dell'università pubblica bensì dalla privata ed è così che la riforma Gelmini continuerà ad andare avanti, è così che la scuola pubblica verrà sempre più abbandonata a se stessa a discapito della privata.
Aumenta l'ici e l'iva e chi paga siamo sempre noi, gente comune che non ha di certo lo stipendio da parlamentare, o i privilegi da deputato o le auto blu, a pagare siamo noi che studiamo, noi che lavoriamo e che ci facciamo il culo, scusatemi il termine ma ci vuole, tutti i giorni. Loro li nelle loro comode poltrone rosse a decidere il nostro futuro, che, con la scusa della crisi economica, sarà sempre più nero.
Quando riusciremo a vedere la politica vera in Italia? Quando finalmente si cercherà di favorire gli interessi dei molti e non quelli dei pochi?
Spero presto

lunedì 4 luglio 2011

giù le mani dalla natura....solidarietà ai NO TAV

Non abito in val di susa, bensì in una delle tante valli italiane, la mia valle è ai margini di uno dei più grandi parchi nazionali di Italia, è rigogliosa sommersa dal verde e dalla vegetazione ed è uno spettacolo stupendo quando in primavera germogliano i fiori, in autunno cadono le foglie e in inverno il bianco delle nevi raggiunge il fondovalle. Essere nata in questa terra mi da immensa gioia, ma purtroppo le politiche dei comuni e della comunità montana non incentivano e non valorizzano l'ambiente, anzi spesso la politica economica del cemento ha prevalso su quella ambientale, ma noi, cittadini sensibili, siamo affezionati alla nostra casa e la difendiamo perché vogliamo che i nostri figli, come noi, abitino nella natura, si sveglino la mattina al canto degli uccelli, corrano scalzi sul prato, salgano sugli alberi per cogliere i frutti e saltino nelle campagne giocando con gli amici. Vogliamo che la nostra terra, che abbiamo preso in prestito dai nostri figli, arrivi a loro nella maniera più integra possibile.
È per questo motivo che esprimo piena solidarietà ai manifestanti no tav, perchè loro come me credono che la natura vada difesa. È vero, servono le infrastrutture e i trasporti, ma quella valle ha già donato all'Italia un traforo e una rete ferroviaria perchè distruggerla ancora per una rete ferroviaria che useranno in pochi in quanto un biglietto alta velocità è costosissimo, perché non potenziano quello che è già esistente? La Francia si raggiunge già adesso benissimo perchè rischiamo di distruggere un paesaggio per fare un buco in una montagna che permetta ad una decina di passeggeri al giorno di varcare il confine?
Tanti geologi e studiosi hanno manifestato perplessità sulla costruzione di questa galleria, sui probabili rischi che potrebbe arrecare alla popolazione locale eppure nessuno li sente, tutti vogliono andare avanti. Qualcuno accusa i no tav di rallentare il progresso, ma voi lo chiamate progresso un treno che sfreccia a velocità supersonica in una valle di cemento? Il progresso è la casa sulla cascata di Wright, una perfetta interazione uomo natura nel rispetto dell'habitat naturale.
La mia valle non è minacciata da nessun treno e da nessuna ruspa ma se un giorno dovesse arrivare un interesse economico con conseguente distruzione della mia casa...be' amici miei farei la stessa cosa che stanno facendo in val di susa, griderei forte, mi interporrei alle ruspe, perchè la mia casa non può essere distrutta, perché non permetterò mai all'alienazione causata dagli interessi economici di conquistare il paesaggio. E se qualcuno provasse a chiamarmi terrorista, facinorosa o comunista, spiegherei a questa persona che si voglio essere la terrorista contro il nemico cemento, la facinorosa in difesa della natura e la comunista perché vivere in un ambiente sano deve essere un qualcosa di comune a tutti.


Auguro agli abitanti della val di susa che i loro figli possano giocare sulle montagne, correre nei campi, respirare aria pulita senza l'incombenza di un treno velocissimo che irrompe nella quiete della natura.

Ci illudiamo che l'Italia si sia desta, ma in realtà non è così

Le facoltà occupate, il “se non ora quando”, il ” tutti in piedi entra il lavoro”, il referendum.....qualcuno scrive che “l'Italia si è desta”, che il popolo italiano si sia svegliato stia iniziando a capire e prendere coscienza della situazione italiana.... ma a me non sembra.
Ad una manifestazione se ci guardiamo intorno siamo sempre gli stessi, non è vero che c'è più gente di prima, siamo sempre noi solo che più incazzati tutto qui. Qualcuno grida all'ottimo risultato del referendum, io non sono d'accordo, visti i quesiti molto importanti dovevamo battere il quorum già il primo giorno e dovevamo raggiungere picchi di affluenze elevatissimi e invece esultiamo perché abbiamo raggiunto più del 50%? Be' gente secondo me non bisogna esultare molto bisogna chiedersi: perché molti italiani(anche se la minoranza)non hanno votato ad un referendum con quesiti importanti che riguardavano il futuro del nostro paese?
L'Italia va a rotoli, eppure Silvio sta ancora lì, al di la di qualche manifestazione il popolo italiano non è realmente intenzionato a destabilizzare il potere, non scende in piazza non sciopera non protesta, si limita a farlo solo in rarissime occasioni e il più delle volte chi protesta è lo stesso che lo faceva 3-4-10-15 anni fa, la maggior parte della gente rimane assuefatta non si desta e preferisce dormire.
Io sono dell'idea che l'Italia si desterà quando mediaset perderà ascolti, quando la magistratura tornerà ad essere considerata per il lavoro che fa e non come una persecutrice, quando la gente stufa scende in piazza spontaneamente per difendere dei diritti che sente veramente negati, insomma quando ogni singolo cittadino, presa coscienza del suo ruolo di abitante di uno stato, scenderà in piazza per sentirsi cittadino vero e non suddito.

domenica 22 maggio 2011

la musica come il vento per gli aquiloni

A volte ci abbandoniamo al ritmo dolce di una canzone e ci facciamo trasportare lontano, la musica sembra quasi parlare al cuore, ci accorgiamo che riesce a penetrare oltre quella pelle indurita con gli anni, a scavalcare quel muro che abbiamo costruito attorno a noi e ci trasporta emozioni dimenticate.


Canzoni che danno la carica, che gridano alla rivoluzione, alla pace, che trasmettono cultura, le malinconiche melodie d'amore, le semplici tarante popolari che non ti permettono di stare fermo. Bastano poche note per trasmettere una emozione, pochi puntini neri su 5 righi e 4 spazi, per creare un qualcosa di stupendo un qualcosa che va al di la di linguaggi sociali, dei confini degli stati, di qualsiasi avversione fra società o persone.



La musica è pace e armonia; non si è mai vista una guerra di musica, se due suonatori si incontrano, anche se non parlano la stessa lingua sapranno parlare con la melodia.
Immaginate un mondo di musica e poesia, dove le industrie producano strumenti e non armi, non esisterebbero le guerre, ma solo concerti, solo melodie e rumori figli della pace e dell'amore, perchè un brano per un compositore è come un figlio, è frutto del duro lavoro e di un sentimento profondo quale l'amore.

Chiudete gli occhi per un momento, caricate nello stereo il vostro brano preferito e lasciatevi andare, lasciatevi avvolgere dai bassi, dalle note, dall'armonia dei vari strumenti e .... non abbiate paura di volare come aquiloni, ma al posto del vento fatevi spingere dalla musica....

martedì 17 maggio 2011

riuscire a fidarsi del prossimo, riuscire ad amare per evitare l'odio

La maggior parte delle persone che ci sta vicino lo fa per convenienza, è la dura realtà. Arrivi ad un punto della tua vita che non riesci più a capire se vale la pena rischiare, dare un po' di fiducia a qualcuno o rimanere soli con se stessi, ti poni questa domanda e continui a ripeterti che le persone non sono tutte uguali, che ci sono persone buone, ma poi, poi ti fidi, ti affezioni e che succede, ti ritrovi peggio di prima, perchè chi meno te lo aspettavi ti si mostra proprio per quello che tu speravi non fosse, si rivela l'ennesima presa per il culo della tua vita. Alla fine ti chiudi in te stessa cosciente della dura realtà, chiudi gli occhi e tiri avanti sola con la speranza che un giorno qualcuno possa smentirti, con l'utopia che arrivi il momento in cui qualcuno abbia la voglia di starti vicino per quello che sei realmente e non per convenienza.

Io ho sempre creduto e continuerò sempre a credere nell'amore verso il prossimo, vorrò sempre bene a chi mi circonda, ma so già che quello che io do agli altri spesso non torna in dietro, ma non mi preoccupo non mi faccio scrupoli perché prima di stare bene con gli altri io devo stare bene con me stessa e per avere questo benessere devo amare gli altri.


Troppo spesso vediamo gente che si chiude in se stessa, che non ha più il coraggio di fidarsi e di amare, ma io sono dell'idea che nella vita bisogna avere la forza di andare avanti sempre e questa spinta a farlo viene dall'amore verso i nostri fratelli siano essi amici e nemici, dall'amore verso una persona a quello verso la natura passando per quello verso gli animali. La vita è amore, fiducia e saper vivere con gli altri e per farlo dobbiamo fidarci, perché, anche se in passato la nostra fiducia è stata tradita, dobbiamo continuare su questa strada altrimenti costruiremo solo un mondo di odio ed egoismo; è vero potremmo anche cadere nuovamente ma nulla ci impedisce di rialzarci e continuare a camminare, e quando ci saremo rialzati saremo contenti perchè.... perchè siamo inciampati nella speranza di amare

sabato 14 maggio 2011

L'Io che incontro nella natura

Il bello di arrivare in vetta è che, una volta raggiunta la cima, sei appagato, non hai più la necessità di salire, non hai più la spinta a farlo perchè hai raggiunto l'apice; nonostante gli sforzi, la fatica, le ore perse a marciare arrivi su e ti rendi conto che ne è valsa la pena, perché...il sole ti bacia, il vento ti accarezza e il tuo sguardo è appagato dall'illimitatezza della natura che dai tuoi piedi ti mostra il vuoto del fondo valle pieno di alberi che danzano al fischio del vento, ruscelli che scendono tranquilli e mesti, il lago in lontananza che riflette il blu acceso del cielo e la luce del sole.
Ti siedi, i rumori della natura ti avvolgono, il profumo dell'erba, degli alberi...chiudi gli occhi e non serve fare molto, ma la mente ti si svuota, ti senti leggero e stupendamente felice; ti allunghi, ti butti sull'erba e finalmente ritrovi te stesso.
Capisco gli eremiti, chi fugge dalla frenesia quotidiana che ci circonda; abbiamo perso la capacità di apprezzare i piccoli piaceri della natura, di rivalutare un uccellino che saltella e cinguetta fuori dalla nostra finestra. Troppo spesso non ci fermiamo ad osservare un fiore che sboccia in quella piccola fenditura di quel grigio cemento che ci arroghiamo il diritto di gettare ovunque perché ci semplifica la vita, ma ci priva del gusto di correre scalzi su un prato, di gettarci nell'erba, di vedere, a primavera, i mille colori, le mille sfumature che solo i fiori hanno.
L'uomo vuole comodità e comfort, ma siamo sicuri che privarci del piacere della natura ci faccia vivere meglio? Più la svalutiamo, più la priviamo del suo valore, più perdiamo noi stessi; l'uomo ha bisogno del rapporto con la natura per trovare se stesso e per stare bene con il suo io. L'umanità sembra non capire, continua a distruggere, a non rispettare annientando se stessa; sembriamo una massa di autolesionisti che sta costruendo un mondo freddo e apatico, abitato da pallidi manichini che non hanno la spinta, la voglia di raggiungere la vetta, ma hanno solo la capacità di dire “si signore” ai “padroni” che buttano cemento, che appoggiano delle politiche di distruzione della natura e quindi dell'uomo, o meglio, del vero uomo. Insomma una terra grigia abitata da automi privi di “io” perchè lo hanno seppellito nel cemento.
Non voglio che i miei figli abitino un mondo del genere; voglio vederli correre sull'erba, cadere e rialzarsi senza impattare sul solido e freddo cemento, voglio vederli apprezzare il fiore che diventa frutto, attendere che un germoglio sbocci.
A volte sono troppo ottimista, troppo fiduciosa che il prato possa sconfiggere il cemento, ma questo mio positivismo nasce dall'idea che un giorno i pallidi manichini tornino ad abbronzarsi al sole, che gli austeri automi arrivino a correre sotto la pioggia e scalzi sull'erba; tutto sarà possibile dal giorno in cui qualcuno avrà il coraggio di salire in vetta, di assaporare i piaceri della natura e gridarlo al mondo.