Non abito in val di susa, bensì in una delle tante valli italiane, la mia valle è ai margini di uno dei più grandi parchi nazionali di Italia, è rigogliosa sommersa dal verde e dalla vegetazione ed è uno spettacolo stupendo quando in primavera germogliano i fiori, in autunno cadono le foglie e in inverno il bianco delle nevi raggiunge il fondovalle. Essere nata in questa terra mi da immensa gioia, ma purtroppo le politiche dei comuni e della comunità montana non incentivano e non valorizzano l'ambiente, anzi spesso la politica economica del cemento ha prevalso su quella ambientale, ma noi, cittadini sensibili, siamo affezionati alla nostra casa e la difendiamo perché vogliamo che i nostri figli, come noi, abitino nella natura, si sveglino la mattina al canto degli uccelli, corrano scalzi sul prato, salgano sugli alberi per cogliere i frutti e saltino nelle campagne giocando con gli amici. Vogliamo che la nostra terra, che abbiamo preso in prestito dai nostri figli, arrivi a loro nella maniera più integra possibile.
È per questo motivo che esprimo piena solidarietà ai manifestanti no tav, perchè loro come me credono che la natura vada difesa. È vero, servono le infrastrutture e i trasporti, ma quella valle ha già donato all'Italia un traforo e una rete ferroviaria perchè distruggerla ancora per una rete ferroviaria che useranno in pochi in quanto un biglietto alta velocità è costosissimo, perché non potenziano quello che è già esistente? La Francia si raggiunge già adesso benissimo perchè rischiamo di distruggere un paesaggio per fare un buco in una montagna che permetta ad una decina di passeggeri al giorno di varcare il confine?
Tanti geologi e studiosi hanno manifestato perplessità sulla costruzione di questa galleria, sui probabili rischi che potrebbe arrecare alla popolazione locale eppure nessuno li sente, tutti vogliono andare avanti. Qualcuno accusa i no tav di rallentare il progresso, ma voi lo chiamate progresso un treno che sfreccia a velocità supersonica in una valle di cemento? Il progresso è la casa sulla cascata di Wright, una perfetta interazione uomo natura nel rispetto dell'habitat naturale.
La mia valle non è minacciata da nessun treno e da nessuna ruspa ma se un giorno dovesse arrivare un interesse economico con conseguente distruzione della mia casa...be' amici miei farei la stessa cosa che stanno facendo in val di susa, griderei forte, mi interporrei alle ruspe, perchè la mia casa non può essere distrutta, perché non permetterò mai all'alienazione causata dagli interessi economici di conquistare il paesaggio. E se qualcuno provasse a chiamarmi terrorista, facinorosa o comunista, spiegherei a questa persona che si voglio essere la terrorista contro il nemico cemento, la facinorosa in difesa della natura e la comunista perché vivere in un ambiente sano deve essere un qualcosa di comune a tutti.
Auguro agli abitanti della val di susa che i loro figli possano giocare sulle montagne, correre nei campi, respirare aria pulita senza l'incombenza di un treno velocissimo che irrompe nella quiete della natura.
lunedì 4 luglio 2011
Ci illudiamo che l'Italia si sia desta, ma in realtà non è così
Le facoltà occupate, il “se non ora quando”, il ” tutti in piedi entra il lavoro”, il referendum.....qualcuno scrive che “l'Italia si è desta”, che il popolo italiano si sia svegliato stia iniziando a capire e prendere coscienza della situazione italiana.... ma a me non sembra.
Ad una manifestazione se ci guardiamo intorno siamo sempre gli stessi, non è vero che c'è più gente di prima, siamo sempre noi solo che più incazzati tutto qui. Qualcuno grida all'ottimo risultato del referendum, io non sono d'accordo, visti i quesiti molto importanti dovevamo battere il quorum già il primo giorno e dovevamo raggiungere picchi di affluenze elevatissimi e invece esultiamo perché abbiamo raggiunto più del 50%? Be' gente secondo me non bisogna esultare molto bisogna chiedersi: perché molti italiani(anche se la minoranza)non hanno votato ad un referendum con quesiti importanti che riguardavano il futuro del nostro paese?
L'Italia va a rotoli, eppure Silvio sta ancora lì, al di la di qualche manifestazione il popolo italiano non è realmente intenzionato a destabilizzare il potere, non scende in piazza non sciopera non protesta, si limita a farlo solo in rarissime occasioni e il più delle volte chi protesta è lo stesso che lo faceva 3-4-10-15 anni fa, la maggior parte della gente rimane assuefatta non si desta e preferisce dormire.
Io sono dell'idea che l'Italia si desterà quando mediaset perderà ascolti, quando la magistratura tornerà ad essere considerata per il lavoro che fa e non come una persecutrice, quando la gente stufa scende in piazza spontaneamente per difendere dei diritti che sente veramente negati, insomma quando ogni singolo cittadino, presa coscienza del suo ruolo di abitante di uno stato, scenderà in piazza per sentirsi cittadino vero e non suddito.
Ad una manifestazione se ci guardiamo intorno siamo sempre gli stessi, non è vero che c'è più gente di prima, siamo sempre noi solo che più incazzati tutto qui. Qualcuno grida all'ottimo risultato del referendum, io non sono d'accordo, visti i quesiti molto importanti dovevamo battere il quorum già il primo giorno e dovevamo raggiungere picchi di affluenze elevatissimi e invece esultiamo perché abbiamo raggiunto più del 50%? Be' gente secondo me non bisogna esultare molto bisogna chiedersi: perché molti italiani(anche se la minoranza)non hanno votato ad un referendum con quesiti importanti che riguardavano il futuro del nostro paese?
L'Italia va a rotoli, eppure Silvio sta ancora lì, al di la di qualche manifestazione il popolo italiano non è realmente intenzionato a destabilizzare il potere, non scende in piazza non sciopera non protesta, si limita a farlo solo in rarissime occasioni e il più delle volte chi protesta è lo stesso che lo faceva 3-4-10-15 anni fa, la maggior parte della gente rimane assuefatta non si desta e preferisce dormire.
Io sono dell'idea che l'Italia si desterà quando mediaset perderà ascolti, quando la magistratura tornerà ad essere considerata per il lavoro che fa e non come una persecutrice, quando la gente stufa scende in piazza spontaneamente per difendere dei diritti che sente veramente negati, insomma quando ogni singolo cittadino, presa coscienza del suo ruolo di abitante di uno stato, scenderà in piazza per sentirsi cittadino vero e non suddito.
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