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sabato 17 novembre 2012

Diritti, studenti e sogni 17/11/2012

Oggi è un giorno come tanti altri, la nebbia, la pioggia e il freddo aquilano ci sono...e anche il terremoto. Eppure oggi è una giornata importantissima per tutti gli studenti, è la giornata internazionale dello studente, tutto iniziò nel 1939, un giovane universitario Jan Opletal fu colpito da un'arma da fuoco durante la manifestazione a Praga e morì per la ferita l'11 novembre. Il 15 novembre il suo corpo avrebbe dovuto essere trasportato da Praga a casa sua in Moravia. Il suo corteo funebre era composto da migliaia di studenti, che trasformarono l'evento in una manifestazione anti-nazista. Questo portò le autorità naziste a prendere contromisure drastiche: tutti gli istituti di istruzione superiore furono chiusi, 1200 studenti furono arrestati e deportati in campi di concentramento e il 17 novembre nove fra studenti e professori furono giustiziati senza processo.

L'avvenimento è senza ombra di dubbio toccante e significativo e ancora di più dovrebbe dare la forza a le decine di studenti che oggi sono scesi in piazza; qualcuno prima di noi, qualche semplice studente prima di noi ha lottato per i diritti anche a costo della propria vita. Quando sento che scendere in piazza è una perdita di tempo, quando ascolto persone chiamare gli studenti fannulloni e sciocchi, quando i manifestanti vengono tacciati per sobillatori mi viene da pensare a come senza di noi, senza la gente che grida, spesso le cose non sarebbero mai cambiate. Non so quanti studenti oggi siano scesi in piazza consapevoli del perchè lo facevano, non so quante scuole siano state occupate con coscienza, ma so che gli studenti sono il motore della società, so che senza di loro non si può costruire il futuro e so che da loro sono partite le rivoluzioni più significative della storia, perchè è la cultura che da forza e coscienza al giovane universitario. Qualcuno mi dirà che i giovani sono illusi e che il nostro credere di cambiare il mondo sia solo utopia, ma se non ci fate provare, se non ci date mezzi e opportunità è ovvio che rimarrà tutto un sogno. Quando eravamo piccoli ci avete insegnato che i sogni diventano realtà ora fateci provare. Non so quanto di 17 novembre avrà questa mia giornata universitaria, alle 8:10 ero già in facoltà (si di sabato in facoltà) ed ora sto pulendo la mia residenza da fuori sede prima di tornare nella mia dimora, qui il 17 novembre lo abbiamo anticipato al 14, e ho partecipato con degli ideali condivisi con gli altri ragazzi, non abbiamo fatto chi sa cosa, abbiamo solo chiesto l'ovvio: mense e trasporti in una città che di vivo ha solo gli studenti, eppure condividere idee, momenti, azioni e ideali è la cosa più bella che si possa fare; quando inizi a vedere che attorno a te hai persone con lo stesso obiettivo e lo stesso sogno: migliorare la società che viviamo, riprendi a sognare e a puntare ad obiettivi più alti perchè hai la forza di tutti, hai l'unione di tante persone che ti permetterà finalmente di tramutare il sogno in realtà.
Le giornate uggiose aquilane volgono al termine, il mio autobus per casa sta ripartendo e io devo raggiungere il terminal. Cari studenti, non dimenticate che la cultura vi fornisce conoscenze e capacità critiche che non vi consentiranno solo di scendere in piazza, ma anche di realizzare i vostri sogni.

mercoledì 17 ottobre 2012

2013, meno male che tutti ci sono ancora :(

Nel 2013 si vota, il voto è l'espressione della democrazia, ma quanta democrazia c'è nel votare sempre i soliti volti? Quanta democrazia c'è nel leggere sempre i nomi dei soliti noti sulle schede elettorali?
Siamo italiani e ci siamo stufati di questa situazione, verrebbe voglia di prendere e candidarsi, ma si rimarrebbe schiacciati sotto il peso di giganti politici che grazie ai soldi e non di certo alle capacità riescono a fare campagna elettorale, a comperare spazi e a vincere le elezioni. Miei cari amici le elezioni sono marketing puro e spicciolo, chi ha più visibilità e spazi vince.
A volte mi viene da pensare come Platone, lasciamo governare i “filosofi” perchè tutti gli altri hanno menti corruttibili che guardano agli interessi; mi viene da pensare che affidare il diritto di voto alla massa conduce la società sul baratro perché purtroppo sono menti plasmabili da televisioni e spot pubblicitari. Poi riflettendoci un po' di più mi rendo conto che non dovrebbe essere così, siamo nel 2012, non è possibile che abbiamo menti corruttibili, tutti noi siamo “acculturati”, tutti noi abbiamo avuto modo di leggere libri e giornali, eppure, molti di noi non hanno sviluppato la coscienza critica. Troppa gente oggi si lascia influenzare da gente che serve idee e ideali preconfezionati, non funziona così la vita, ognuno di noi crea quello in cui crede attraverso percorsi più o meno culturali, attraverso esperienze, incontri e scambi di opinioni, quello che siamo è frutto di una evoluzione che le attuali generazioni, componenti maggioritarie della massa, non vogliono fare, o meglio preferiscono evolvere senza esperienza semplicemente indossando direttamente l'abito più grande senza dare tempo alla persona di crescere. Un ideale, una coscienza critica non si trovano dietro un angolo una mattina al risveglio e a maggior ragione non sono quelli che tv e media ci propinano quotidianamente.
Questo evolvere della società porterà alla “tirannide della maggioranza”. Questa società malata e indottrinata farà scelte di maggioranza anche sbagliate, ma che purtroppo coinvolgeranno tutti a discapito anche di chi un minimo di coscienza critica ce l'ha.
Scuola, libri e cultura, mai riniziamo a prendere possesso di queste forme di evoluzione, mai riusciremo a spodestare questa politica di interesse tirannide per creare una polis fatta di dialogo della cittadinanza.
N

Oggi come oggi il vero femminismo è il ritorno al burqa

Quando sali su un autobus e senti che il ragazzo di turno si sta vantando di non aver più bisogno di andare a rimorchiare in giro perchè si è trovato una “pollastrella” (termine usato dal giovincello) che gli permette di sfogare le sue pulsioni sessuali tranquillamente, inizi a pensare che forse qualche problemino in giro c'è; soprattutto inizi a riflettere tu, che sei femminista ma hai una valida morale cattolica, inizi a pensare, a volte anche ad alta voce, su dove stiamo finendo.
Inizi a chiederti se l'emancipazione della donna abbia portato a questo, ma dopo un po' capisci cosa sta realmente succedendo... la donna non è più la “donna schiava zitta e lava”, questa fase l'abbiamo superata, ma siamo degenerati nella fase donna oggetto. Anni di lotte per l'emancipazione e siamo finite ad essere il giocattolo preferito di qualche giovane di turno? Scusatemi ma io non ci sto, non mando all'aria anni di impegni per sentirmi dire che la donna è una “pollastrella per sfogare le pulsioni sessuali.”
Perchè nessuna donna su quell'autobus ha dato un bel ceffone al ragazzo? Perchè tutte siamo rimaste zitte e l'unica veramente scandalizzata ero io? L'emancipazione femminile troppo spesso è stata strumentalizzata e degenerata, la donna ha lottato per essere legalmente e giuridicamente al pari dell'uomo, questo abbiamo fatto e questo stiamo perdendo, perchè la credibilità dell'essere donna viene calpestata tutti i giorni da gente come questo giovane, da persone che come passi ti squadrano da capo a piedi per fantasticare, da produttori che usano il corpo per fare audiance. Io mi sono stufata, io sono indignata; sono e mi sento una donna italiana, grido basta a come il genere maschile ci guarda per colpa nostra, per colpa di noi esseri del “sesso debole”; stiamo costruendo l'idea che la donna sia, scusatemi la volgarità, culo tette e... mi vergogno quando vedo passare esami per le scollature, mi vergogno quando sento che l'addetta stampa dell'ingv sia una ex pornostar, mi vergogno perchè sento ledere la mia stessa dignità di donna ogniqualvolta qualcuna usa mezzi orrendi per ricoprire ruoli e incarichi per i quali compagne hanno sudato e studiato.
Non so come evolverà la situazione, ma credo che a questo punto, in maniera molto paradossale e provocatoria la donna debba iniziare ad indossare il burqua e tornare a farsi valere non per il taglio di capelli, per la scollatura o per il sedere, ma per le sue capacità...abbiamo chiesto ed ottenuto il diritto di voto non per entrare dentro l'urna e far divertire il presidente del seggio, ma perchè abbiamo un cervello e dobbiamo esprimere i nostri diritti. Spogliamoci di meno, impediamo agli uomini di vederci come oggetti e iniziamo ad usare il cervello.

sabato 13 ottobre 2012

Innamorarsi della vita, del De Brevitate vitae

Guardo dalla finestra il sole che colpisce quell'uccellino che ha appena posato le sue zampine sul mio balcone, per pochi attimi potrò osservarlo perchè volerà via fra poco... attimi che si susseguono, piccole gioie che si sommano e si mescolano con paure e dolori. La vita è un bellissimo cocktail di emozioni che ci travolgono e che non riusciamo a controllare; è per questo che la vita va assaporata in ogni suo istante.
Sarà che adoro il De brevitate vitae di Seneca, ma la vita va vissuta come dice l'autore latino, godendo ogni istante, forti del proprio passato, che ci permette di vivere il presente costruendo il futuro, senza andarci a perdere in quelle che Marcuse definiva attività s-pensierate.
Quando vivete un qualcosa, metteteci emozione e passione così sarà bello da ricordare e segnerà un attimo importante della vostra esistenza che si andrà a sommare a tutti i mattoncini che lastricano il percorso della vita. Mattoncini su mattoncini, pietre su pietre, qualcuna bella qualcuna brutta, qualcuna messa li dagli altri e da noi vissuta, qualcuna posata da noi e vissuta in pieno, gioie e dolori, sorrisi e lacrime che pian piano ci permetteranno di raggiungere Itaca.
Amate il vostro percorso, il rumore dei vostri passi, il silenzio del viaggiare soli e la gioia di incontrare altre persone con le quali condividere il tracciato per brevi o lunghi periodi, condividere i mattoncini e perchè no costruire una strada nuova insieme. La vita è stupenda, scorgete ogni suo angolo, ogni suo aspetto ogni suo nascondiglio, ma scorgetelo con la gioia di sapere che è la cosa più bella che voi possiate fare... conoscere, costruire, amare, e vivere....

giovedì 13 settembre 2012

...sempre pietre in faccia prenderai...

Il lavoro di chi critica è un lavoro difficile e pesante, starsene li con le mani in mano e sparlare sparlare e sparlare... Tutti lo sanno che se ci si mette in gioco, se si fa qualcosa prima o poi ricevi delle critiche e degli insulti, ma mai immagini che gli attacchi possano essere così forti e pesanti. A volte mi viene voglia di abbandonare tutto e lasciare tutto così, al triste destino eppure mi dico, che ho semplicemente fatto quello in cui credo, che se lascio adesso significa rinnegare i mie stessi ideali e allora quelle critiche e quelle pietre che ricevo possono solo andare ad accumularsi ai miei piedi e a costruire una montagna solida sotto di me che mi renderà più alta e più forte.
Ho pensato per un po' di rinunciare al lavoro di rappresentanza studentesca che faccio, ma poi ho ascoltate le parole di un prete che, anche se in un contesto diverso come quello della confraternita di misericordia, ha detto, "perdonate le critiche e gli insulti, lasciateli alle spalle e continuate ad agire con la forza e la costanza che le vostre idee e intenzioni vi danno." Sarà così, lascerò cadere tutto dietro ed io sarò sempre un passo avanti.
Sentirsi dire da uno dei miei migliori amici che devo “fottermene” di tutti i commenti del “bip”, anzi farmi una bella risata perché i veri amici lo sanno quello che faccio veramente e l'impegno che ci metto, mi ha fatto capire quanto le persone che contano su di me non possono essere deluse dal mio arrendermi.
Non so quanti di voi hanno sentito il peso delle critiche nella loro vita, ma so che ogni persona che ama mettersi in gioco e che fa qualcosa per i propri ideali di sassi ne ha ricevuti tanti, ma la forza sta nel non arrendersi e tramutare quelle pietre in solidi macigni per edificare delle buone fondamenta. Quello che sono, quello che faccio e quello in cui credo sono frutto di una mia evoluzione... e mi dispiace ma per diventare quella che sono adesso, per costruirmi questi ideali in cui credo ci ho messo 21 anni... non saranno i vostri lanci deboli a farmi cadere, forse barcollerò.. ma sia chiaro, la mia decisione definitiva è di non mollare, né ora né mai.

martedì 28 agosto 2012

La musica, la vita e la libertà

Chiudi gli occhi e vola
 
Una nota danza sul rigo e un'altra la segue,
due bambini che si rincorrono sul viale,
Comincia la danza.
Le note si mischiano veloci a ritmi elevati,
 I bambini giocano spensierati e corrono;
 Poi il tempo passa, la musica diventa dolce e leggera,
I bambini crescono e sono oramai padri;
Il ritmo rallenta, le composizioni sono sicure e fiere,
L'anziano quieto con il bastone passeggia sul viale;
Le note volano via, suonano la libertà,
Anche l'uomo è volato e adesso ha la sua libertà.
(Simona Abbate 28/08/2012)


La musica ci accompagna nella nostra vita, la musica è la vita. Impariamo a danzare con lei e a volare verso la libertà

venerdì 24 agosto 2012

il mio Abruzzo


Io, un'aquila sulla mia terra

Mi sono levata dal mare al sorgere del sole;
ho sentito il mare darmi il ritmo alla vita;
ho visto il vento cancellare il mio passato sulla spiaggia;
ho visto la neve coprire tutto e donarmi la pace;
ho visto un'orsa amare i suoi cuccioli come una madre;
ho posato le mie zampe sulle vette e ho visto le valli inchinarsi ai miei piedi;
ho corso con un cervo e sentito il sussurrare delle preghiere affidate al vento;
ho sorvolato fiumi che mi hanno dissetata di sapere;
ho sostato su merli di palazzi che mi hanno mostrato la storia;
Sono andata a riposare dietro quei monti che segnano la fine del mio viaggio.
Ho sorvolato la mia terra, i miei abitanti... ho sorvolato il paradiso
(Simona Abbate 24/08/2012)

il cinguettio degli uccelli, il suono di un campanile in lontananza che rintocca “l'Ave Maria” l'odore della rugiada... Sono a casa. I raggi del sole ancora non mi colpiscono in volto perchè devo aspettare che il sole faccia capolino fra i monti, ma so che sarà una bella giornata. Ognuno di noi ama la propria terra, ma la mia regione ha quel non so che di particolare, credo non mi basterà tutta la vita per gustarne tutti i suoi angoli, tutti i suoi borghi, tutte le sue vette e tutte le sue valli, ma ogni viaggio, ogni gita che ho fatto mi ha sempre lasciato stupita, mi ha sempre mostrato una bellezza indescrivibile. Dal mare all'entroterra, tutto lascia il segno e tutto se vieni qui ti regalerà delle emozioni indimenticabili.

mercoledì 22 agosto 2012

Riflessione sull'AMORE

L'amore è


Affidiamo un bacio al vento,
facciamolo, affinché arrivi a chi baci non ha mai ricevuto.
Affidiamo una carezza al sole,
affinché raggiunga i posti più bui e porti la luce dell'affetto.
Guardiamo le stelle,
e chiediamo a ognuna di donare speranza a chiunque rivolga lo sguardo verso il cielo.
Sussurriamo ai torrenti,
affinché bagnino di gioia chi non ne ha.
(Simona Abbate 22/08/2012 )


L'amore è riuscire a vivere in pace con se stessi e con gli altri, è riuscire a tendere la mano verso chi ne ha più bisogno, a sorridere a chi di sorrisi non ne ha più...
Il concetto di amore troppo spesso è dimenticato, si riduce ad essere quello verso una persona dell'altro sesso, ma non è solo così. L'amore vero è quello che spinge ognuno di noi ogni giorno ad andare avanti, è quella forza interiore che ci fa voler bene a tutte le persone che ci circondano, è quel potere che ci permette di rinunciare a tutto pur di aiutare gli altri.
Amiamo, tutti i giorni, tutti gli istanti della nostra vita, perchè chi ama è “bello”, ha uno sguardo luminoso, una gioia indescrivibile che riesce a trasmettere a tutti quelli che lo circondano... Amiamo perchè solo amando saremo amati un giorno

Itaca - Kostantin Kavafis

Ogni persona ha dei sogni nella vita che vuole realizzare, così decide di intraprendere un viaggio per raggiungere questi desideri... l'importante non è raggiungere la meta, fondamentale è il percorso, chi e cosa incontriamo. Ogni ostacolo che supereremo e ogni incontro ci accrescerà, una volta raggiunta itaca ci renderemo conto che la soddisfazione non sta nell'essere arrivati alla meta, ma nell'essere cresciuti nel percorso 

ITACA
 Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

martedì 21 agosto 2012

I'm.... grazie a voi

Quando scali una montagna, raggiungi la vetta, riesci a trovare un senso di pace interiore e a parlare con te stesso... spesso viene voglia di prendere una valigia e partire soli, perchè solamente la solitudine ci permette di capire chi siamo veramente; ci capita di raggiungere dei posti stupendi e magnifici ai quali associamo dei sentimenti e delle emozioni, ma l'uomo è un “animale sociale” e una volta che ha trovato "l'IO" ha la necessita di ritrovare se stesso con gli altri. Ci sono posti che definiamo magici perchè ci hanno regalato emozioni quando andavamo alla ricerca dell'io interiore, ma ci sono posti ancora più fantastici, che sono in ogni dove, perché sono i luoghi dove ci sono persone stupende. Una volta che hai raggiunto te stesso non è più necessario vagare per posti e situazioni, perchè questo viaggio di ricerca interiore ti ha fatto incontrare tante di quelle persone, che adesso le hai tutte attorno e ogni singolo ti ridona quell'emozione che ti aveva dato l'ascesa al corno grande, o l'emozione che avevi avuto nell'andare in barca a vela nel centro del mediterraneo. Ogni amico, ogni conoscente ti regala quella emozione stupenda che è la vita. Quando stai bene con te stesso stai bene con gli altri e inizi a prendere un po' di ogni persona che hai incontrato e un po' di tutti quelli che ti circondano. È per questo che quando sto in mezzo alla gente sto bene, perchè mi basta poco, non mi serve un posto dall'altra parte del mondo mi basta avere loro, mi basta avere il loro sostegno, i loro sguardi, la loro voglia di divertirsi e la loro voglia di avermi con loro. Ringrazio tutte le persone che ho incontrato sul mio viaggio, tutti quelli che mi hanno incontrata una volta sola e con un sorriso mi hanno dato più di qualsiasi altra persona, quelli che mi sopportano tutti i giorni, quelli che si divertono con me, tutti quelli che in quest'ultimo periodo mi hanno aiutata a tornare a sorridere, chi mi ha fatto soffrire e contemporaneamente crescere, chi lotta al mio fianco per i diritti universitari, tutti i miei confratelli volontari della misericordia, chi vive con me l'avventura universitaria, i miei 6 pochi ma buoni ingegneri ambientali, chi passa le estati con me e segue le mie mattità (muretto team vi voglio bene).... un grazie a chi mi incontrerà. Quello che sono e che sarò è l'insieme di tutti voi:)

Taranto Lavoro vs Salute

Quando ti svegli la mattina e trovi il balcone pieno di polvere, quando il figlio della tua vicina è l'ennesimo caso di tumore del quartiere, quando tuo marito lavora in quel mostro nero che vedi dalla finestra e ha perso molti suoi colleghi per tumore la voglia che si ha è solo quella di scappare via. Quella che si sta avendo oggi a Taranto è una guerra tra poveri, tra chi vuole la salute e chi vuole il lavoro e nessuno si è accorto che questi due gruppi di persone si intersecano e tendono a coincidere. Ci sono giornali, politici e parti di opinione pubblica che si schierano per la salute e altre per far lavorare gli operai, pochi, forse quasi nessuno, si è reso conto che le due cose devono assolutamente coincidere, nessuno si è accorto che si sta trattando della salute delle famiglie degli operai dell'ilva, si sta scatenando, oltre ad una guerra tra poveri, una guerra interna alle famiglie tarantine che hanno mariti operai e figli ammalati. Marx parlava di alienazione, ma qui si arriva a parlare non solo di alienazione, qui si mette l'operaio di fronte alla scelta di lavorare e di uccidere o di non lavorare e morire di fame. Lavoro e Salute un binomio bellissimo, ma appunto un binomio, due nomi che vanno insieme e non contrapposti; io grido basta, lo vorrei far arrivare ai giornalisti che continuano a contrapporre queste due parole, che continuano a presentare la questione Taranto come una sfida fra operai e malati; grido basta ai dirigenti ILVA, basta con la politica del produrre ad ogni costo, so che con qualche investimento riuscireste benissimo ad abbassare la produzione di polveri, so che se rispettasse le leggi italiane e smaltireste in maniera corretta i terreni contaminati non ci sarebbero... e forse non ci sarebbe neanche un numero così elevato di tumori. Vorrei gridare il mio basta alla opinione pubblica che oramai crede di dover decidere tra tumori e lavoro, non è così, non sono gli operai il mostro, come non lo è il diritto alla salute, il nemico è chi vuole guadagnare sulle spalle del prossimo, il nemico è questo capitalismo sfrenato che sta distruggendo l'intero pianeta...

giovedì 9 agosto 2012

Ceci n'est pas une pipe ..... la maschera che ci crea facebook

Quante volte ci siamo ripetuti che l'apparenza inganna, quante volte abbiamo sentito il detto “l'abito non fa il monaco” eppure troppo spesso non impariamo. Mi scuso con Magritte se rubo una frase del suo celebre quadro ma capita che troppo tardi ci accorgiamo che “Ceci n'est pa une pipe”. Non voglio perdermi in discorsi filosofici basati sulla fallacità dei 5 sensi, ma voglio dedicare la mia dissertazione su quanto la nostra intera società sia portata a giocare con i 5 sensi e manipolare le nostre scelte e opinioni; è inutile farvi notare che se una cosa profuma la compriamo e se puzza no, se ha un bel colore la prendiamo altrimenti no, ma quello su cui voglio soffermarmi maggiormente sono i rapporti interpersonali e su quanto, purtroppo, oggi sta influendo l'apparenza e non la conoscenza.
Siamo nella società dell'immagine ed è inutile negarlo, anche noi che fino a qualche tempo fa ci ritenevamo immuni da contaminazioni televisive ne siamo entrati a fare parte, perché oramai non ci si conosce più di persona, ma attraverso i socialnetwork o piattaforme che limitano le relazioni a semplici scambi di parole e immagini tramite un freddo e apatico monitor di un computer. Lo scambio di notizie e immagini via pc non può essere reale e non soggetto a fraintendimenti o apparenze, facciamoci un esame di coscienza, quanti tag abbiamo rimosso dalle foto di facebook perchè non ci piaceva una espressione? Io non l'ho mai fatto, lo ammetto, ma molte persone lo fanno, perché vogliono creare delle persone perfette per la comunità virtuale, vogliono non avere nei e macchie e creiamo una sorta di “maschera”, una identità facebook che però non siamo noi; lo facciamo per piacere, per essere perfetti, per assomigliare a quel modello di perfezione che i media ci hanno inculcato oramai nella testa. Eppure non vi viene da chiedervi che fine avete fatto? Quando aprite il vostro profilo e vedete l'immagine perfetta, ritoccata al 100% non vi viene il dubbio, non sono io, non vi viene la voglia di essere voi stessi anche in una realtà che può essere più o meno virtuale? Tutti sembriamo quello che non siamo, tutti mascheriamo la realtà e adesso iniziamo a farlo anche quando siamo per strada o fra la gente, quando ci guardiamo, ci scambiamo nome e cognome e poi ci andiamo a conoscere su facebook o meglio andiamo a conoscere delle apparenze, andiamo a vedere delle ombre di persone reali, ombre distorte da luci e filtri messi in modo tale da creare un'ombra manipolata della realtà; Come direbbe Platone, già le ombre sono simbolo di una conoscenza incatenata, ma pensate a delle ombre opportunamente proiettate, non osate immaginare cosa stiamo creando? Non capite che siamo diventati tutti come la pipa di Magritte? siamo pura apparenza, nessuno di noi riesce più ad essere perchè non gli viene data né l'opportunità né gli strumenti. Non attacco solo Facebook e simili, ma mi permetto di attaccare anche noi stessi, perchè abituati a questa facilità di comunicazione virtuale abbiamo abbandonato i metodi tradizionali del guardarsi negli occhi e dirsi quello che si pensa, siamo il mondo degli sms, ne basta uno per fidanzarsi e uno per lasciarsi, basta un "manda poke" su facebook per attirare l'attenzione di una persona e un "cancella dagli amici" per considerarla non più degna della tua amicizia. Il mondo non funziona così, la realtà è fatta di emozioni e rapporti interpersonali basati sul contatto fisico e visivo, non puoi dire ad una persona che le vuoi bene senza guardarla negli occhi, senza sentire il suo battito del cuore e sentire il calore della sua pelle. Smorfie, difetti, imperfezioni, sorrisi usciti male, “mattità”, tutto ciò caratterizza ognuno di noi e ci permette di essere noi stessi, è inutile rimuovere un tag per cancellare un difetto perchè magari ciò che x noi è un difetto, potrebbe essere per altri la cosa più bella che abbiamo. Viviamo forti di quello che siamo e per costruire i nostri sogni, l'apparenza lasciamola alla pipa di Magritte

giovedì 26 aprile 2012

Rubare ai poveri per dare ai ricchi, una dittatura Montiana alla quale ci affidiamo senza rimorsi

Le tasse aumentano e intanto sentiamo che i nostri soldi finiscono nelle tasche dei partiti che li spendono come vogliono: dal comprare il diploma ai figli dei propri capi alla ristrutturazione di case senza che i proprietari se ne accorgano. Questa politica è senza ombra di dubbio malata, ci siamo illusi che un “colpo di stato legalizzato” come quello di Monti avrebbe risollevato le sorti del nostro paese, ma in realtà la situazione è ancora disastrosa. Silvio continuava a raccontarci balle, è vero, Mario invece ci sbatte la realtà in faccia, ma siamo sicuri che le sue manovre economiche e politiche siano giuste e non siano la solita sol-fa di leggi che vanno a discapito della piccola massa? È sempre così o sbaglio? C'è sempre l'ultima ruota del carro che paga imu e imu bis, perchè tanto ai ricchi pagare qualche euro in più di imu non pesa, ma a chi si è costruito la casa con tanti sacrifici e che arriva a mala pena a fine mese pesa nel bilancio, come pesa aumentare l'accisa in caso di calamità. A me sembra che le auto blu ci sono ancora, a me sembra che gli sprechi, e tanti, non si sono abbassati, eppure c'è Monti, ci affidiamo tutti a lui senza pensarci due volte, ma siamo sicuri di chi sia costui, di quello che sta facendo? La storia ci insegna che i grandi periodi di crisi portano all'instaurazione delle dittature, siamo sicuri di quello che stiamo facendo? Siamo sicuri che riporre la nostra fiducia in questa politica malata e orrenda ci possa salvare e non portare nell'oblio?
Non vorrei tacciare il nostro attuale premier di essere un dittatore, ma l'attuale coscienza pubblica, quello che si respira nell'aria quotidianamente, mi spaventa, tutti ci affidiamo a questo politico, il poco dissenso che aveva, anche all'interno delle istituzioni, è stato screditato, a me la cosa comincia a spaventare. Vedo il popolo italiano poco sveglio, perché sento che le nostre coscienze si sono assuefatte a tutto ciò, non abbiamo la voglia di ribellarci... Per riprendere l'esempio di uno scrittore che è morto da poco, non riusciamo a fare quel salto di qualità che ha fatto Pereira, non riusciamo a dire che noi siamo gli italiani, che la sovranità appartiene al popolo.

martedì 17 aprile 2012

La morte che ci presentano i media senza “la livella”

Chiudi gli occhi e non li riapri più; qualcuno la chiama morte qualcuno trapasso ad una vita migliore, principio e fine, morte e resurrezione, chi crede e chi non crede nell'aldilà, chi pensa che ci sia qualcosa oltre tutto quello che vediamo sulla terra e qualcuno che crede che ci sia il nulla. Oggi, non torno a scrivere per disquisire della fine che facciamo quando ci addormentiamo, quello che voglio valutare quest'oggi è come possa esserci una gerarchia della morte. Quanti operai oggi muoiono sul lavoro? Quanti perdono la vita tutti i giorni per salvare la vita al prossimo? Eppure queste persone non arrivano neanche a fare numero nelle cronache, sono dimenticati da tutti. Non voglio entrare in merito alla morte di nessuno, so che perdere qualcuno a cui si vuole bene fa male, ma non fa meno male se esso è operaio o calciatore o cantante. È morto un calciatore e tutto si è fermato, il calcio si interroga scrivono alcuni quotidiani... ma su cosa si interroga? Muore una persona ogni 7 secondi, gente piange ogni giorno eppure è diverso se muore un cantante, è diverso se muore un calciatore ed è diverso se muore un attore?
Totò nella sua famosa poesia la livella diceva che finalmente la morte era lo strumento che “riapparava” la società, ma nel 2012, con l'avvento dei media è realmente così? Siamo in una società dove le diversità sono molto più marcate di 50 anni fa, dove neanche la morte riesce più a livellare la nostra società. Io vorrei che la società dello spettacolo la smettesse di rendere spettacolare la fine della vita. Spettacolare, secondo il mio modesto parere, è la morte di un operaio che lavora 14 ore al giorno, che passa la vita a spaccarsi la schiena per pagare il pane ai propri figli, loro sono eroi che dovrebbero andare sulle cronache, perchè loro rappresentano una società malata, che se ne frega di morti sul lavoro e stragi di innocenti. Muore un calciatore e giustamente chiediamo di avere defibrillatori a bordo campo, muore un operaio in nero in un cantiere edile e nessuno si chiede come rimediare a tutto ciò. Quando si parla di morte non si può certo evitare di non pensare al cimitero di Spoon River... e pensando a Masters mi viene in mente una delle sue tante “lapidi” quella del marinaio che quando arriva alla fine della sua vita la sua vela si ammaina... come la barca del pescatore entra nel porto per ammainare le vele allo stesso modo prosegue lo yacht del miliardario e il barcone dell'immigrato, tutto si eguaglia alla fine della vita anche se una morte per errore della nostra società e dei media fa più scalpore, il traguardo si raggiunge tutti nello stesso modo, si supera la soglia e si vive di uguaglianza. Forse oggi è l'unica uguaglianza che ci resta.